Roccamena. Il M5S attacca il sindaco: Con la nomina del consulente aumentata la spesa

Su interrogazioni consiliari e risparmi, l’assessorato chiede di ottemperare alla norma

Roccamena, 31 gennaio 2019 – E’ tutt’altro che conclusa la diatriba sulla “autonomina” del Sindaco di Roccamena, Tommaso Ciaccio, nel ruolo di capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, a seguito dell’ispezione eseguita dall’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali dopo l’esposto di due consiglieri comunali (Angelo Moscarelli e Luciano Antonino Napoli) e la richiesta di chiarimenti avanzata dal deputato regionale Salvatore Siragusa del Movimento Cinque Stelle.  

Difatti, come si legge dal provvedimento conclusivo del dirigente regionale, datato 7 gennaio 2019, al Comune viene contestato il fatto di non aver dimostrato, mediante una deliberazione allegata al bilancio, il risparmio che la legge prevede quale condizione per cui, nei comuni sotto i 3000 abitanti, un componente della Giunta comunale può assumere la responsabilità di un ufficio, in deroga al principio di separazione tra potere politico e gestionale.

Nello scorso consiglio comunale del 23 gennaio, invece il Sindaco aveva assunto toni trionfalistici, interpretando in modo a lui assolutamente favorevole il responso dell’ispezione regionale, nella quale peraltro viene contestata a Ciaccio anche la violazione dei termini di legge per la risposta alle interrogazioni consiliari.

Dall’assessorato delle autonomie locali sono stati confermati i motivi di censura e le violazioni accertate e contestate, invitando il primo cittadino “ad adottare i provvedimenti necessari e/o opportuni a ricondurre l’azione amministrativa … alle prescrizioni dell’impianto normativo di riferimento…”

Il locale meetup del Movimento Cinque Stelle, in alcuni post pubblicati sulla pagina facebook “Il Grillo di Roccamena”, torna a dare battaglia, evidenziando peraltro che a causa della nomina di un consulente tecnico del Sindaco non solo non si è ottenuta alcuna economia ma si è addirittura aumentata la spesa di oltre il doppio, dato che per il consulente vengono pagati 1.800 euro lordi al mese mentre il costo per conferire l’incarico al funzionario interno è di circa 800 euro mensili. 

Infatti, presso il Comune di Roccamena il ruolo di funzionario apicale del settore tecnico è coperto dall’ing. Salvatore Fiorentino, vincitore del concorso a suo tempo deliberato dalla Commissione Straordinaria che amministrava l’Ente dopo lo scioglimento avvenuto nel 2006 per accertate infiltrazioni mafiose. 

L’ing. Fiorentino, da parte sua, nel dibattito che si è svolto sulla stampa dallo scorso settembre 2018, ha rilevato che la deroga normativa si riferisce solo al principio di separazione tra potere di indirizzo politico e potere gestionale, mentre non può estendersi anche ai requisiti professionali necessari per ricoprire il ruolo di responsabile di un ufficio tecnico, ossia la laurea magistrale in ingegneria o architettura e la relativa abilitazione professionale. 

Un aspetto che, secondo Fiorentino, non sarebbe stato affrontato nella relazione dell’ispettore regionale, per cui l’esito del procedimento ispettivo apparirebbe carente, auspicando pertanto un riesame della questione anche con il contributo degli ordini professionali.

In Sicilia sono circa un terzo i comuni sotto i 3000 abitanti e questo significa che circa 130 posti di responsabile degli uffici tecnici, se fosse accettata questa interpretazione estensivamente derogatoria, potrebbero essere ricoperti da soggetti privi di alcuna competenza professionale. 

Intanto il Sindaco Ciaccio prosegue nella sua attività di responsabile, anche adottando atti di specifico contenuto tecnico pur non possedendo i necessari requisiti professionali, in ciò evidentemente avvalendosi dell’ausilio del consulente, un geometra dipendente del Comune di San Cipirello. Infatti, come si legge dal curriculum pubblicato sul sito internet comunale, Ciaccio è in possesso di diploma di agrotecnico.

Ma poiché a Roccamena incombono le elezioni comunali che si svolgeranno nei prossimi mesi di maggio-giugno, la diatriba sembra destinata ad essere tra le prime questioni delicate che la nuova amministrazione dovrà affrontare anche per tutelarsi da probabili ricorsi ed eventuali ulteriori rilievi degli organi sovracomunali.

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