Pennisi: “L’accoglienza dei poveri, delle persone sole e dei migranti sarà il nostro presepe vivente 2018!”

Un richiamo all’Accoglienza, alla giustizia, alla solidarietà, alla fraternità, nell’omelia di Natale dell’Arcivescovo di Monreale

Monreale, 25 dicembre 2018 – “L’accoglienza dei poveri, delle persone sole e dei migranti sarà il nostro presepe vivente 2018!”. Non poteva mancare un riferimento agli ultimi, e tra questi ai migranti, nell’omelia pronunciata dall’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, durante la veglia di Natale, nella Basilica Santa Maria La Nova.

Pace e accoglienza come scelta degli uomini di buona volontà e di cultura. Ma anche giustizia, solidarietà, fraternità, come riconoscimento del significato vero della Natività.

Non poteva che fare riferimento all’attualità, e alle tristi cronache presenti giornalmente sui telegiornali, il sermone pronunciato dall’arcivescovo, rivolto ai fedeli, affinché il Natale diventi un momento di riflessione sui temi sociali.

“Di fronte a certi episodi di intolleranza e di razzismo il cuore si stringe e geme, ma anche la mente non capisce: un animale in questo momento arriva a valere di più, in protezione, di un fratello nel quale il credente sa che c’è la visita stessa di Dio!”

Mons. Pennisi ha rievocato il messaggio dei vescovi di Sicilia: ”La luce del Natale, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, ci invita in nome del Vangelo, ad accogliere, proteggere, integrare quanti bussano alle nostre porte. E, in verità, il quotidiano “lavorio della carità” della Chiesa cattolica in Italia e anche in questa parrocchia è rivolto da sempre verso tutti i poveri. Soprattutto i poveri “italiani” che – a causa della crisi economica- sono sempre più numerosi. L’amore per i poveri è una via obbligata per la testimonianza cristiana: per tutti e, dunque, anche per i nuovi poveri che giungono, migrando, sulle nostre coste siciliane. Natale sarà vero solo nell’accoglienza”.

“Sarà un atto di fede in Dio e un presepe di carità. Sarà la speranza che il mondo può vincere paure e rancori”. 

“L’augurio che rivolgo a tutti – ha concluso Pennisi – è quello che ognuno non si sottometta ai potenti di questo mondo, ma accolga con una grande fede Gesù Cristo nel suo cuore e lo riconosca presente soprattutto nei piccoli e nei poveri, per essere costruttori di un mondo nuovo nel quale regni la giustizia, la solidarietà e la fraternità”.

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