35 scuole, 800 studenti. Dagli studenti passa il contrasto al bullismo. La P. Novelli di Monreale capofila del progetto

È la “Peer Education”: bambini e ragazzi scelti e formati per fare da tutor. Convivenza e Rispetto possono essere trasmessi più efficacemente e con maggiore incisività tra “pari grado”

Castelvetrano, 16 dicembre 2018 – Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.

Èlie Wiesel

Dal 13 al 15 dicembre 2018, presso l’Esperidi Park Hotel di Castelvetrano, ha avuto luogo il Campus Residenziale del Progetto Regionale I-PEER sbullo, che ha visto protagonisti circa duecento studenti siciliani, di ogni ordine e grado, accompagnati dai Dirigenti scolastici delle scuole coinvolte e dai docenti tutor.

Il Progetto “I-PEER sbullo, Contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo attraverso la Peer Education”, ha coinvolto settanta docenti Tutor, precedentemente formati nel corso dell’a.s. 2017/18 e circa ottocento studenti Peer Educator delle trentacinque Istituzioni Scolastiche della Rete che contempla come Scuola Capofila la D.D. “P. Novelli” di Monreale, diretta dalla D.S. Dott.ssa Chiara Di Prima.

Il principio base della “Peer Education” si fonda sulla consapevolezza che la conoscenza di concetti importantissimi legati, come in questo caso, a tematiche prioritarie e trasversali, come la “Convivenza Civile” e il “Rispetto dell’Altro”, possa essere trasmessa più efficacemente e con maggiore incisività tra “pari grado”, cioè tra persone simili, per età, status e problematiche: il che rende i bambini e i ragazzi scelti e formati come “Peer Educator”, agli occhi di chi ascolta e impara, interlocutori credibili e affidabili, degni di rispetto.

Il primo passo in un progetto di Peer Education è dunque proprio quello di individuare questi Peer, cioè questi pari grado, che non assumono un ruolo di insegnanti nei confronti dei loro coetanei, bensì di tutor, persone con cui intraprendere uno scambio attivo di idee ed esperienze, con cui avviare un legame “forte” su argomentazioni “forti” ma condivise, tali da costituire la chiave di volta per costruire le fondamenta essenziali per l’autentica comprensione di valori imprescindibili, gradualmente interiorizzati e poi vissuti come “normalità” nella vita di tutti i giorni.

Per tale motivo questa imponente iniziativa ha rappresentato un percorso innovativo e coinvolgente che ha visto lavorare fianco a fianco studenti siciliani, di tutti i livelli scolastici, provenienti da contesti territoriali vari diversificati, relativi alle nove provincie di questa sorta di “micro-continente”, culla di cultura, bellezza ma anche di disagi e problematiche di ogni genere, rappresentata dalla “Sicilia”, al fine di “concretizzare” insieme l’idea di un mondo più equo e più inclusivo, dove siano la solidarietà, il rispetto, la giustizia sociale i valori guida di ogni comportamento e azione, dentro, ma soprattutto fuori il contesto scolastico.

Saper capire “forte e chiaro”, sin dalla più tenera età, quindi dalla scuola primaria, le ingiustizie e la miseria di cui può essere capace, anche inconsapevolmente, l’essere umano, può diventare l’atto di prevenzione più potente che si possa realizzare, meritevole di essere consolidato, con maggiore consapevolezza, nei successivi gradi di scuola. Riuscire a comprendere non solo da ragazzini già cresciuti, ma anche da bambini, nell’ambito di un percorso tra pari, che la bimba derisa come grassa, magari passa giorni senza mangiare per perdere peso; che il bambino considerato ignorante, ha semplicemente dei problemi di apprendimento, che la bambina additata come brutta, passa ore a sistemarsi per farsi accettare da una classe ostile, pone le basi per una reale inclusione sociale, costruita passo dopo passo e per questo impermeabile alle lusinghe continue di quei comportamenti “tossici”, enfatizzati pericolosamente dall’appartenere a un qualsiasi “branco”, spesso erroneamente considerato come unica dimensione protettiva e quindi rassicurante.

I vari percorsi posti in essere dagli studenti, sono stati delineati in attività laboratoriali attraverso una molteplicità di linguaggi espressivi e multimediali: teatro, danza, arte, pubblicità, spot, cortometraggio, mozione di legge, storytelling, giornalismo.

Durante la giornata conclusiva del 15 dicembre sono stati presentati i prodotti dei laboratori, elaborati nel corso del Campus, guidati da esperti per la promozione di azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno del Bullismo e del Cyberbullismo. Nell’ambito di quest’ultima giornata è stata, altresì, presentata “SbullApp”, l’applicazione social per dispositivi fissi e mobili, creata specificatamente per gli studenti. Partner del Progetto il Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, la Polizia delle Comunicazioni, l’Associazione Nazionale Polizia di Stato, il SIULP, l’UCIIM e Generazioni Connesse.

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