Conti in regola per l’Acquedotto Biviere. Da quest’anno farà a meno delle quote versate dai comuni di Palermo e Monreale

Governale (CDA): “Alti standard qualitativi e tariffe inferiori a quelle dall’acquedotto di Monreale”

Monreale, 12 dicembre 2018 – Villagrazia, Malpasso, Molara, Aquino, Villaciambra, Ponte Parco, Olio di Lino. Sono questi i territori serviti dall’Acquedotto Consortile Biviere, uno tra i più antichi d’Italia. Il consorzio, creato tra i comuni di Palermo e Monreale, si occupa della potabilizzazione, della vendita al dettaglio e della distribuzione di acqua per usi domestici, ma provvede anche alla progettazione, alla costruzione e alla gestione dei pozzi, degli acquedotti, delle fontane, degli impianti e di quant’altro necessita al servizio idrico.

Sono circa 1800 le utenze servite, incrementate di circa 120 nel 2018. Per un totale di circa 8000 abitanti. Tra amministrativi e operativi il consorzio impiega 10 dipendenti.

A capo del Consiglio di Amministrazione il 24 ottobre di quest’anno è stato riconfermato, per il prossimo biennio, l’on. Giovanni Ferro, delegato, assieme ad altri 2 componenti del CDA, dal comune di Palermo. Altri tre consiglieri sono invece espressione dell’altro socio, il comune di Monreale.

A fine novembre è stato presentato il bilancio di previsione 2018 e il bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. Il consorzio si presenta come un’azienda florida, e dal 2018 non graverà più economicamente sui comuni soci. Saranno le tariffe del servizio idrico a coprire il 100% del costo complessivo di gestione dello stesso servizio.

I comuni non dovranno neanche più versare la quota associativa annuale. Un risparmio non indifferente per le casse degli enti che hanno maturato nei confronti dell’ACB un grosso debito. A settembre il consorzio ha inviato all’Organismo Straordinario di Liquidazione del comune di Monreale istanza di ammissione alla massa passiva per un credito di € 186.675,64. La cifra riguarda le quote consortili per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017. Per lo stesso arco temporale il comune di Palermo invece risulta debitore di € 283.231,54. In seguito a segnalazione inviata dal consorzio all’assessorato alle autonomie locali e della funzione pubblica della regione siciliana, al comune di Palermo è giunta la diffida al pagamento. Anche se, con molta probabilità, ai comuni verrà consentito un dilazionamento nel tempo del debito.

“Uno degli obiettivi del nuovo CDA era proprio quello di non dipendere più anche dalle quote consortili”, spiega il geometra Antonino Governale, componente del CDA in quota Monreale.

“È un fatto storico, del quale posiamo andare orgogliosi, anche perché abbiamo lavorato per raggiungere questo obiettivo per il bene della collettività, sia monrealese che palermitana.

Governale è in carica da gennaio 2017, nominato in seguito alle dimissioni dell’ingegnere Giuseppe Massaro. Da allora il CDA lavora gratuitamente, non percepisce più il gettone di presenza.

“Il consorzio – spiega Governale – ha raggiunto alti standard qualitativi. Le analisi dell’acqua vengono fatte ogni 15 giorni, quindi con una frequenza superiore rispetto a quella minima prevista da legge. Seguiamo gli standard dell’AMAP. Garantiamo inoltre interventi repentini per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. E da uno studio commissionato ad esperti del settore, è emerso come le nostre tariffe siano inferiori a quelle applicate dall’acquedotto di Monreale”.

Il consorzio Biviere si approvvigiona attraverso il pozzo “Piano Maglio”, che garantisce una portata media annua di 18 litri al secondo, attraverso la sorgente “Santa Maria” (6,22 l/s), e tramite il pozzo “ex Semilia” di contrada Nanfara, (meno di 1 l/s), tutti nel territorio di Altofonte. Nel nuovo piano degli investimenti è previsto lo sviluppo della rete idrica nella zona Villagrazia-Ceraulo e a Borgo Molara.

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