Santiago di Compostela, Biagio Conte non trova ospitalità e dorme per strada. Il messaggio del missionario

“Sono molto preoccupato per l’Italia e per le decisioni che ultimamente sta decretando”

Palermo, 2 dicembre 2018 – Non aveva denaro e quindi non avrebbe potuto pagare la tariffa richiesta dagli ostelli. Questa la motivazione per la quale Fratel Biagio a Santiago de Compostela non è stato accolto e per quattro giorni ha dormito sul davanzale della Cattedrale. 

Il missionario si trova in cammino a Santiago di Compostela, dove gli alloggi per i poveri avevano pochi posti letto e Fratel Biagio non ha voluto togliere un letto ad un povero. 

L’episodio lo ha portato a riflettere ancora di più sulla condizione dei forestieri nella nostra Italia.

Da Santiago, Fratel Biagio ha inviato alla Missione Speranza e Carità una lettera sulla sua condizione ed una riflessione sulla povertà che pubblichiamo integralmente. 

“Sono molto preoccupato per l’Italia e per le decisioni che ultimamente sta decretando nel prendere una posizione più dura con leggi e decreti che rischiano di penalizzare tantissimo i cittadini stranieri.
Ricordiamo che l’Italia è stata sempre attenta e sensibile ai tanti problemi sociali sia per quelli locali e anche per quelli che vengono da lontano cioè da altre nazioni, soprattutto quelle più povere.
Ricordiamoci che l’Italia è una nazione che nella storia ha suoi cittadini presenti in tutto il mondo a causa dei momenti difficili che abbiamo attraversato. Ricordiamoci che siamo migranti in tantissime nazioni del mondo e non possiamo dimenticare che, nei millenni, dalla nostra terra sono passati tantissimi popoli, chi nel bene chi nel male, ma hanno costruito e in ogni modo rafforzato la nostra Italia rendendola bella e sempre più accogliente.
Anche oggi viviamo l’arrivo dei popoli soprattutto quelli più bisognosi e in tutto questo non deve essere visto un disegno negativo ma positivo e di grande arricchimento culturale, storico e sociale.
L’incontro e la comunione dei popoli è un profondo disegno del buon Dio. Anche i non credenti sentono e sanno che la storia si ripete e che la comunione con i popoli è una preziosa risorsa.
E sappiate che questi non sono invasori ma invasi e chiedono un aiuto, un soccorso per una vita più dignitosa e umana.
Carissima Italia e responsabili tutti non possiamo permetterci di indurirci, di alzare muri che fomentano l’egoismo e l’indifferenza.
Abbattiamo tutto ciò che ci divide e ci allontana dalla verità e dal nostro simile.
Italia! Non indurire le leggi ma ammorbidiamole aprendo il nostro cuore e realizzando delle nuove leggi che vengano al più presto incontro ai tantissimi locali e non, ai tanti che sono bisognosi di una vita più dignitosa e giusta, soprattutto per chi non ha una casa e per chi rischia di perderla, per chi non ha un lavoro e per chi cade in disgrazia o perde la speranza.
È nostro dovere costruire un mondo più giusto e veritiero non possiamo demolire e cancellare la storia ma ricostruirla è migliorarla tutti insieme: istituzioni, chiesa, le diverse culture, anche i non credenti. Abbattendo così insieme quei muri che ci separano e progredendo nella pace, nella giustizia e nella speranza. Grazie Italia”.

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