Monreale. Tagli alla disabilità e inclusione scolastica

L’inclusione scolastica degli alunni disabili nasce soprattutto a garanzia di diritti fondamentali previsti dalla Costituzione

Monreale, 29 novembre 2018 – Inquadrare al meglio e spiegare in modo chiaro ed esaustivo il tema dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità è compito non semplice. Quando si parla di inclusione a scuola il soggetto che viene immediatamente riconosciuto da tutti, quale mediatore fondamentale di tale processo, è l’insegnante di sostegno, che, all’interno del contesto classe, offre le sue competenze al fine di definire i percorsi e le strategie educativo – didattiche più adeguate. Ma non tutti conoscono o hanno ben chiare le diverse figure di supporto che interagiscono, ciascuno con una propria specificità, all’interno di un sistema complesso di relazioni, funzionali all’integrazione, al fine di eludere o eliminare le eventuali “barriere” che interferiscono negativamente col pieno successo formativo ed educativo dell’alunno con disabilità. Queste importanti figure di supporto sono essenzialmente due: l’assistente all’autonomia e alla comunicazione e l’assistente igienico – personale

All’assistente per l’autonomia e comunicazione competono funzioni specifiche che differenziano questa figura dall’insegnante di sostegno, con cui, però, deve cooperare in totale sinergia, secondo gli obiettivi definiti nel PEI (Piano Educativo Individualizzato).

L’assistente all’autonomia e alla comunicazione è, pertanto, un operatore che essenzialmente media la comunicazione e l’autonomia dell’alunno con disabilità, con tutti i soggetti che interagiscono con lui nell’ambiente scolastico. Ciò si realizza mediante strategie e ausili necessari per garantire un’interazione sociale adeguata e relazioni più efficaci e funzionali.

L’assistente igienico – personale, invece, si prende cura degli alunni con disabilità fisiche o cognitive tali da impedire la possibilità di soddisfare autonomamente i propri bisogni fondamentali (andare in bagno, nutrirsi, etc.).

Al fine di corrispondere adeguatamente il servizio relativo a queste due importanti figure di supporto si è previsto, ad esempio in Sicilia, che i Comuni, in sostituzione dell’Ente Scolastico, contribuiscano a fornire il personale adeguatamente formato. Quest’ultimo, spesso, viene offerto agli istituti scolastici mediante aggiudicazione di enti privati.

La cosa più importante da comprendere è, però, che il processo di inclusione scolastica degli alunni con  disabilità nasce soprattutto a garanzia di diritti fondamentali previsti dalla Costituzione.

Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Possiamo affermare che la piena inclusione scolastica (preludio essenziale per un’altrettanta piena inclusione sociale) trova il suo naturale accoglimento quando si realizza una proficua sinergia tra famiglia, scuola ed enti territoriali. 

Qualsiasi figura è infatti direttamente coinvolta, qualsiasi supporto assume un valore fondamentale.

In un paese che suole definirsi aperto, civile e all’avanguardia, nessuna ragione concreta, anche se accertata e reale, può prevalere su questa imprescindibile realtà.

L’inclusione autentica non deve e non può subire logiche di razionalizzazione più o meno improvvisate o estemporanee.

Non é giusto e non è rispettoso per chi si impegna tutti i giorni per migliorare le condizioni di vita e di apprendimento dei propri figli e dei propri alunni più fragili.

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