Monreale, amministrative 2019. Centro destra ancora diviso. Costantini (M5S) si candida a sindaco. Caputo in corsa

La Lega cerca l’accordo con i Cinque Stelle, ma deve risolvere le contraddizioni interne. “Diventerà Bellissima” mantiene la riserva sul suo candidato

Monreale, 5 ottobre 2018 – La partita in gioco per le amministrative monrealesi del 2019 è ancora tutta da scrivere. Tante sono le variabili ed i passaggi ancora da consumare, soprattutto per quanto riguarda l’area del centro destra. 

Se, replicando lo scenario romano, il percorso da intraprendere potrebbe essere già indicato, e un’alleanza giallo verde potrebbe vedere accrescere le sue chance di successo, a Monreale difficilmente i fedeli di Di Maio e di Salvini troveranno una convergenza programmatica/elettorale. Il Movimento 5 Stelle sembra intenzionato a giocarsi la partita da solo, con in testa il consigliere comunale Fabio Costantini che sembrerebbe intenzionato, dopo cinque anni, a ripresentare la sua candidatura alla carica di primo cittadino. Non sembra infatti volere cedere alle sirene della Lega, che spinge invece per replicare l’esempio nazionale. Ma da qui alle elezioni c’è tempo per ulteriori riflessioni.

La Lega intanto si trova impegnata a dipanare forti contraddizioni al suo interno. È rappresentata in consiglio comunale dal consigliere di opposizione Giuseppe La Corte e in maggioranza dall’assessore Santo D’Alcamo. Una incoerenza che a breve, con l’intervento dei rappresentanti regionali del partito, dovrebbe essere risolta. La Corte, dal canto suo, avrebbe già portato sul carro della Lega altri due consiglieri di opposizione e potrebbe contare, forte anche del suo personale elettorato, su un appeal maggiore tra i vertici del Carroccio rispetto a quello di D’Alcamo, che sarebbe stato posto dinanzi all’aut aut: o con Capizzi o con la Lega. L’ultima parola spetterà comunque al Senatore Stefano Candiani, commissario del partito in Sicilia.

La Corte non nasconde la sua forte simpatia per la candidatura a sindaco di Massimiliano Lo Biondo che, presentandosi con un progetto civico, da mesi dichiara di lavorare per un programma che possa raccogliere la fiducia di aree politiche differenti.

La Corte è anche impegnato a fare da trait d’union tra le varie anime del centro destra. Una fatica immane, poiché in campo vi sono tanti attori con posizioni poco conciliabili.

A partire dall’ex sindaco Salvino Caputo che, superando lo scoglio del ricorso in Cassazione contro la scarcerazione sull’inchiesta “Voto connection” (la pronuncia della Corte è attesa entro il mese di ottobre), potrebbe rendere ufficiale la sua corsa alla carica di sindaco con il Movimento “Orgoglio siciliano”, con il quale, dopo l’uscita dalla Lega, ha ripreso a firmare le sue note critiche sull’attività dell’amministrazione Capizzi. 

Ancora non del tutto definito è il progetto politico di Alberto Arcidiacono, candidato sindaco della prima ora e alla guida di un programma civico che, proprio per questa sua natura trasversale, potrebbe anche non disdegnare, se non addirittura caldeggiare, apporti provenienti dall’area di centro destra. Al momento non sembra avere ancora ottenuto l’appoggio del consigliere comunale Giuseppe Lo Coco, di “Diventerà bellissima”. Lo Coco, riconosciuto come politico dal buon fiuto per i cavalli vincenti, attende il congresso regionale per decidere quali mosse fare. 

Del tutto incerto rimane invece il posizionamento di Forza Italia, rappresentata dai consiglieri Antonella Giuliano e Giuseppe Guzzo, che non hanno firmato alcun accordo elettorale con altri gruppi. Stesso discorso per l’area che fa riferimento all’assessore Li Causi, che sembra attendere le evoluzioni dei prossimi mesi per decidere dove posizionarsi.

Non ancora scontata la ricandidatura di Piero Capizzi, sindaco uscente. Anche lui in attesa di una sentenza, prevista a novembre. È imputato, assieme all’ex sindaco Di Matteo, per non avere utilizzato le telecamere di videosorveglianza acquistate e collaudate. Capizzi deve ancora sciogliere la riserva sulla sua ricandidatura. In caso di rinuncia, potrebbe essere pronto a correre per la carica di primo cittadino l’ex sindaco e attuale consigliere comunale di maggioranza Toti Gullo, con l’appoggio di Capizzi.

Insomma, una compagine, quella del centro destra, molto frastagliata. Tanti nomi che non riescono ancora a convergere intorno ad un progetto comune, e che per la loro incapacità di fare sintesi potrebbero favorire i diretti avversari.

Ma di fronte ad una serie di strategie prettamente elettorali, basate su pacchetti di voti e numeri, finalizzate a conseguire il massimo consenso, il vero principale protagonista della campagna elettorale ancora non viene allo scoperto. È il programma, il progetto di sviluppo da presentare al vaglio degli elettori, credibile, certamente difficilissimo da concretizzare per un comune dissestato con la borsa della spesa serrata. Di personaggi simpatici e belli, ma con un fascicolo vuoto, Monreale non ha certamente bisogno. Quanto invece di un progetto di rinascita per questa città in forte declino, frutto di un lavoro complesso, svolto da persone competenti. È di questo, gli elettori, ancora hanno sentito parlare ben poco.

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