Roccamena, il sindaco solleva dall’incarico il dirigente e si autonomina a capo del servizio ecologia

Raccolta rifiuti affidata alla Co.Ge.Si.. Prelevati 25.000 euro dal fondo di riserva per “fare fronte alle spese per la gestione dei rifiuti”

Roccamena, 24 settembre 2018 – Dopo l’evento critico di mercoledì 19 settembre, in cui non è stata eseguita la raccolta dei rifiuti urbani, non pare trovare pace la gestione del servizio nel piccolo comune dell’entroterra palermitano.

Intanto occorre dire che il Sindaco Tommaso Ciaccio ha prontamente attuato la sua minaccia nei confronti del dirigente del servizio ecologia: infatti, con deliberazione di giunta comunale n. 58 del 19 settembre 2018, ha proceduto alla modifica dell’organizzazione degli uffici unificando il servizio “Ambiente-Ecologia-Protezione Civile” (peraltro di recentissima costituzione, con deliberazione di Giunta Comunale n. 32 del 16/05/20108) a quello “Lavori Pubblici e Urbanistica” e, inoltre, si è “autonominato” a capo dell’intera area tecnica con propria determinazione sindacale n. 17 sempre del 19 settembre 2018. 

Nello scorso 16 maggio 2018 il Sindaco si era “autonominato” a capo del servizio “Lavori pubblici e Urbanistica”, suscitando molte perplessità, apparse anche sulla stampa, in ordine alla legittimità di tale atto, tenuto conto che lo stesso non possiede, come si evince dal curriculum pubblicato sul sito internet dell’Ente, i requisiti culturali e professionali per ricoprire il ruolo di responsabile dell’area tecnica (laurea in ingegneria o architettura e relativa abilitazione professionale). Inoltre, il regolamento comunale prevede che debbano essere rispettati i criteri di professionalità e di priorità nei confronti dei funzionari presenti in servizio, e che la eventuale nomina del sindaco, in quanto ipotesi residuale, debba comunque essere autorizzata dall’intera giunta all’unanimità, il che darà luogo verosimilmente a prossimi strascichi giudiziari.    

Ma tornando alla fatidica giornata del 19 settembre 2018, occorre evidenziare che la giunta comunale, con propria deliberazione n. 59, autorizzava il prelievo di ben 25.000 euro dal fondo di riserva per “fare fronte alle spese per la gestione dei rifiuti”. Un atto che sembrerebbe confermare, indirettamente, quanto sostenuto dal dirigente poi sollevato dall’incarico, ossia che il disservizio si fosse verificato per la carenza del budget allocato nell’apposito capitolo di bilancio e non per presunte mancanze dello stesso nell’indizione delle gare.

A tal riguardo, dagli atti pubblicati sull’Albo pretorio comunale, si evince che il dirigente ha regolarmente indetto le gare nei limiti delle risorse disponibili, essendo stato costretto a revocare (con determinazione n. 30 del 7 settembre 2018) per carenza di fondi l’ultima procedura avviata in data 21 agosto 2018, in reiterazione di quella avviata il precedente 6 luglio nella quale non risultava pervenuta alcuna offerta valida.  

Nel frattanto, il bilancio, ampiamente scaduto il termine ultimo del 31 marzo 2018 come per legge, non risulta ancora approvato, essendo stato il comune di Roccamena per questo commissariato dalla Regione siciliana.

In ogni modo, il servizio di raccolta è ripreso da sabato 22 settembre. Sebbene non siano stati ancora pubblicati gli atti sul sito del comune, e quindi non siano noti i criteri e le modalità utilizzate per l’affidamento, risulta che l’attività di raccolta sia stata effettuata dalla società CO.GE.SI. di San Giuseppe Jato.

Le cronache recenti (VEDI ARTICOLO) riferiscono che il responsabile legale di siffatta società è attualmente sotto processo penale per presunta turbativa di gara.

Di certo la crisi dei rifiuti a Roccamena si complica, e non mancheranno novità a breve.

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