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Cronaca

Da Papa Francesco ci attendiamo parole forti, provocatorie. Dall’accoglienza all’incompatibilità della Mafia con il Vangelo

Papa Francesco ama i giovani e dopo averli ascoltati sa parlare al loro cuore invitandoli ad una fede autentica, a scelte coraggiose, ad essere protagonisti del presente

Pubblicato il 14 settembre 2018

Da Papa Francesco ci attendiamo parole forti, provocatorie. Dall’accoglienza all’incompatibilità della Mafia con il Vangelo

Palermo, 14 settembre 2018 – Il 2018 è segnato da due importanti avvenimenti per la Chiesa siciliana: 25 anni fa il grido di San Giovanni Paolo II ad Agrigento, il 9 maggio, contro la Mafia e l’uccisione da parte di Cosa nostra di don Pino Puglisi il 15 settembre, giorno del suo 56° compleanno.

Una data importante, quella di domani, che Papa Francesco ha voluto rendere ancora più speciale con la sua visita in Sicilia, a Palermo. Con la sua presenza dà eco a quel grido, di cui i nostri vescovi siciliani hanno voluto ribadire la profezia, consegnandoci il documento dal titolo “Convertitevi”; inoltre, la sua visita accende un riflettore, per tutta la Chiesa, sulla testimonianza di un sacerdote esemplare come don Pino e sulla incompatibilità della Mafia con il Vangelo. Chi pensava di cucire la bocca o di ammutolire la voce profetica di 3P, non ha fatto i conti con la luce della risurrezione e con la forza delle beatitudini del Vangelo. 

Papa Francesco verrà a confermarci nella fede, a ricordarci il coraggio della testimonianza cristiana, dell’essere luce, sale e lievito in tutti i contesti, specialmente quelli segnati dalle povertà morali o sociali, come ha fatto padre Pino Puglisi a Brancaccio. 

Torna in Sicilia dopo cinque anni, quando inaugurò i suoi viaggi apostolici recandosi a Lampedusa, alle porte dell’Europa, in questa terra di mezzo, immersa nel mediterraneo, il mare nostrum, in una terra di approdi e di accoglienza (mai messa in discussione dinanzi a delle vite da salvare), per ricordarci che il Vangelo è accogliente e il volto autentico della Chiesa è e non può non essere accogliente.

Significativa, in tal senso, la scelta del Papa di ricambiare la visita di Fratel Biagio Conte a Roma, andando a pranzare alla Missione Speranza e Carità, nel cuore di Palermo, dove vengono accolti come fratelli tutti coloro che cercano un luogo dove sentirsi amati, accolti, valorizzati, rispetto ad una società anestetizzata al dolore e alle povertà, che li ha scartati. La missione di Palermo è un’oasi che non conosce confini né culturali, né religiosi, né sociali: circa 1000 uomini e donne, credenti e non credenti, cristiani e musulmani, si trovano a vivere insieme come fratelli, accolti nel nome di Gesù e del Vangelo, ciascuno chiamato a contribuire con quanto sa fare e col suo lavoro al bene della missione. Papa Francesco torna ancora una volta a parlarci dalle “periferie”, che nel cuore di Dio sono il vero centro. 

Ai sacerdoti, ai religiosi, ai seminaristi è dedicato un momento privilegiato nella Cattedrale di Palermo, dove riposano le spoglie mortali di Padre Pino Puglisi. Il nostro seminario arcivescovile sarà presente insieme agli altri seminari di Sicilia, a 40 anni dal “Dialogo dei Seminari” voluto dal card. Pappalardo come occasione di fraternità, di incontro e di conoscenza tra i seminaristi dell’isola. 

Ci attendiamo parole forti, provocatorie e di incoraggiamento, che possano farci guardare con speranza al futuro, alla messe abbondante a cui siamo chiamati, alle priorità pastorali verso cui riversare le energie e la passione per il Vangelo, superando il pessimismo sterile, le chiusure e gli anacronismi, la cecità e la sordità spirituali e pastorali. 

Un momento molto atteso è certamente quello dei giovani, che il Papa incontrerà nel pomeriggio a Piazza Politeama. È ormai prossimo il Sinodo dei giovani, di tutti i giovani, voluto da Papa Francesco per consentire alla Chiesa di mettersi in ascolto, di accogliere le critiche e le proposte che vengono dal mondo giovanile, per ripartire insieme. Anche i giovani della nostra diocesi di Monreale, insieme ad altri giovani siciliani, si sono preparati con un pellegrinaggio interdiocesano sulle orme di Santa Rosalia, percorrendo a piedi da Santo Stefano Quisquina fino a Monte Pellegrino a Palermo, per raggiungere poi il Papa a Roma, lo scorso 12 agosto. Un tratto di strada lo hanno condiviso anche con l’arcivescovo mons. Michele Pennisi e alcuni seminaristi di Monreale, da Prizzi fino a Corleone. 

Papa Francesco ama i giovani e dopo averli ascoltati sa parlare al loro cuore invitandoli ad una fede autentica, a scelte coraggiose, ad essere protagonisti del presente, nella Chiesa e nella società, per traghettarli verso un futuro di pace e di giustizia. Anche a Palermo avrà senz’altro parole semplici e incisive da donare alle migliaia di giovani che dalla notte prima lo attenderanno, dopo aver ascoltato le loro domande. Tra queste anche quelle di due giovani della nostra Diocesi: Emanuel Giunta del Rinnovamento nello Spirito e Andrea Di Gangi dell’Azione Cattolica.

Grazie Papa Francesco

 

Don Giuseppe Ruggirello

Rettore del Seminario Arcivescovile di Monreale

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