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Cultura

Tornano Le Vie dei Tesori, 300 luoghi aperti e visitabili in tutta la Sicilia

L’anno scorso ha prodotto, nella sola Palermo, una ricaduta in termini di spesa turistica che l’osservatorio Otie ha calcolato in circa tre milioni di euro

Pubblicato il 13 settembre 2018

Tornano Le Vie dei Tesori, 300 luoghi aperti e visitabili in tutta la Sicilia

Persino il carcere. E l’ex aeroporto militare. Palermo aggiunge siti nuovi e diversi a ogni edizione: terrazze, campanili, chiese sconosciute, palazzi privati, giardini, ex fabbriche, manifatture artigiane. Sono 130 quest’anno i luoghi che il Festival Le Vie dei Tesori apre nei cinque weekend compresi tra il 5 ottobre e il 4 novembre a Palermo, la città Capitale della Cultura 2018 dove la manifestazione è nata nel 2006 e dove è giunta alla sua dodicesima edizione. Ma questo sarà un anno nuovo per il Festival: che si allarga all’intera Sicilia – con una piccola ma significativa partecipazione di Enna – aggiungendo a Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta – già protagoniste di un riuscito e partecipato debutto, lo scorso anno – anche Catania, Trapani e le tre città del barocco, Ragusa, Modica e Scicli. Ma è soprattutto l’anno in cui Le Vie dei Tesori oltrepassa lo Stretto, con un’esperienza-pilota negli ultimi due weekend di ottobre in quattro città e comprensori del Nord Italia: Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina.

La nuova avventura si apre domani (14 settembre) con i tre primi weekend: fino al 30 settembre, si potrà viaggiare verso Messina (29 luoghi) dove per la prima volta viene ricomposto l’affresco liberty delle ville private; proseguire per la candida Siracusa (25 luoghi) che apre i suoi ipogei e le famose Latomie, ma anche il giardino segreto del museo Paolo Orsi; Agrigento (17 luoghi) dove, oltre alle chiese nascoste – sarà mostrata la “scala elicoidale” della cattedrale di San Domenico, che neanche gli agrigentini conoscono – saranno visitabili per la prima volta le terme romane appena portate alla luce alla Valle del Templi. In viaggio ancora: ecco Trapani (19 luoghi) dove si recuperano le tracce dell’antico ghetto e dove si potrà andare eccezionalmente in barca a scoprire l’antico carcere della Colombaia; Caltanissetta (15 siti) con un tour “esperienziale” al teatro Regina Margherita e un focus sulle macchine di scena. Discorso a parte per il Val di Noto: Ragusa, Modica e Scicli dividono volute barocche, circoli di conversazione, antiche cattedrali, un’intera provincia di cui l’UNESCO ha riconosciuto per la sua unicità stratificata. Chi finora ha girato per Palermo con in mano la mappa de Le Vie dei Tesori, cercando di non perdere cappelle, cripte o terrazze, non potrà mancare l’appuntamento con il resto della Sicilia. E ritornare nel capoluogo da dove, magari, ripartire magari a metà ottobre: dal 19 si aggiungono Catania, con altri 25 luoghi che sembrano sbucare dall’architettura unica, impastata di lava; ed Enna, ultima arrivata, con un piccolo ma significativo itinerario. “I dati testimoniano che la nostra Regione, come indice di desiderabilità turistica è tra le prime in Europa – dice l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo – ma occorre un’inversione di rotta: il 10 ottobre a Palermo giungeranno i miglior tour operator cinesi che porteranno le nostre bellezze in giro per il mondo. Abbiamo tagliato centinaia di manifestazioni finora sovvenzionate dalla Regione, salvandone solo alcune che per noi hanno portato a risultati. Come Le Vie dei Tesori a cui andranno dal Governo Regionale, quasi 200 mila euro”. In tutto 300 luoghi in Sicilia che saranno aperti, narrati, messi a rete, “e raccontati anche con le immagini del Centro regionale del Catalogo” spiega il direttore del CRIcd, Caterina Greco. E promossi in modo unitario e visitabili con lo stesso strumento: un coupon da 10 euro che consente 10 visite guidate (1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro che consente 4 visite guidate o il coupon singolo da 2 euro.

 

Le città – tutte ed undici – si trasformeranno in musei diffusi e narrati, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner. “Il festival ha creato una rete enorme che ha unito pubblico e privato, creando una vera industria culturale – interviene Laura Anello, che ha creato il festival dodici anni fa e oggi è presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – e che si appoggia su quel patrimonio umano che sono i 600 volontari e i 900 studenti che partecipano all’Alternanza Scuola Lavoro grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, ragazzi che seguono un periodo di formazione e poi scendono in campo, dimostrando un amore sconfinato per la città”. Tutto con una forte connotazione di innovazione e di digitalizzazione. Quest’anno il portale www.leviedeitesori.it è tutto nuovo, con esaurienti schede dei luoghi in italiano e in inglese, navigabile e adattato a ogni dispositivo. Qui si trova anche la piattaforma di booking e ticketing che consente di acquistare i coupon, vere e proprie “carte d’imbarco” dotate di QR code che verranno “smarcate” all’ingresso dei luoghi fino a esaurimento.

A Palermo Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida negli anni delle più alte istituzioni dello Stato (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali). Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è iniziativa direttamente promossa dell’assessorato regionale ai Beni culturali, è incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e nel programma ufficiale di Palermo Città della Cultura 2018. A marzo il festival è stato scelto dai giornalisti della stampa turistica come esempio di creatività: e ha vinto così i #Winning Ideas Outdoor Awards, assegnati durante l’Outdoor Expo di Bologna.

Gli economisti ormai lo studiano: l’anno scorso ha prodotto, nella sola Palermo, una ricaduta in termini di spesa turistica che l’osservatorio Otie ha calcolato in circa tre milioni di euro (alberghi, trasporti, shopping), per un totale di oltre 350 mila visitatori in 5 weekend. “Le città hanno bisogno di amore e bellezza – dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – E questa, che ha conosciuto nefandezze, ora è Capitale Italia della cultura. Ed evoca armonia”.

Oggi alle 10, a Palazzo Asmundo a Palermo (via Pietro Novelli, 3, di fronte alla Cattedrale, uno dei tesori aperti per la manifestazione) il Festival è stato presentato nel corso di un’affollatissima conferenza stampa. A Palermo, accanto all’apertura dei luoghi c’è un fitto programma di eventi, a partire dagli oltre cento tour d’autore guidati da esperti, botanici, giornalisti, scrittori: ognuno avvierà un suo viaggio inedito alla scoperta di una Palermo sconosciuta, annodando tracce, tradizioni, leggende, suggestioni; ma anche un Festival Kids per i bambini, con speciali laboratori a tema. Ritornano, dopo il successo dello scorso anno, sia l’Itinerario contemporaneo, curato da Paola Nicita, che scopre gallerie private che ospitano mostre e installazioni, spesso ideate apposta per Le Vie dei Tesori; che la Notte Unesco, con la Fondazione Unesco Sicilia, che apporrà una “coda” al festival (9-11 novembre) con un weekend dedicato ai siti del percorso arabo normanno. “Stiamo lavorando all’ampliamento del percorso – dice il direttore della Fondazione Unesco Sicilia Aurelio Angelini – valutando altri siti. Un unico lavoro che permetterà un ulteriore rilancio della città”. Sulla stessa linea anche il responsabile dei Beni ecclesiastici della diocesi di Palermo, padre Giuseppe Bucaro che ha annunciato al presenza di Monsignor Ravasi il 29 settembre all’inaugurazione di una mostra di ori, argenti, pezzi inediti “di cui ignoravamo l’esistenza” nel chiostro di santa Caterina; e del direttore del Sistema museale dell’Università di Palermo Paolo Inglese, che ha sottolineato la nascita del festival proprio in seno all’Università, dodici anni fa, e che continua a far conoscere anche i tesori “scientifici” dell’Ateneo.

 

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