Il Duomo di Monreale nella lista patrimonio dell’umanità dal 2015, cosa è cambiato in tre anni

Tanti i punti di debolezza. Assente il centro informazione turistica, già presente a Palermo e Cefalù con il visitor center UNESCO

Monreale, 11 settembre 2018 – Il Duomo è certamente un punto di forza del nostro territorio ma non si vive solo della sua tutela, è infatti necessario come diceva Mahler “tenere vivo il  fuoco della  tradizione, non adorarne le ceneri”. In poche parole non si deve solo tutelare, ma è necessaria una maggiore valorizzazione del nostro patrimonio monumentale.

Dal Luglio del 2015 il Duomo di Monreale è iscritto nella lista patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, questo certamente è un punto di forza che ha fatto ulteriormente conoscere la nostra cattedrale in tutto il mondo. Ma ripercorrendo questi tre anni, a parte l’inserimento nella famosa World Heritage list sono tanti i punti di debolezza. 

Ripercorrendo in ordine temporale le tappe che hanno accompagnato il nostro Duomo verso il logo Unesco, a partire dal piano di gestione del sito, fra i vari obiettivi vi era il potenziamento del collegamento fra Palermo e Monreale. Questo aspetto, a distanza di tre anni dall’inserimento del bene nella WHL, ancora oggi rappresenta una criticità a causa della bassa frequenza delle linee di autobus (la 389 dell’Amat) che collegano Palermo e Monreale. 

Una alternativa alla linea 389 è costituita dall’Ast che da corso Calatafimi porta a Monreale, dove, il capolinea si trova a circa 400 metri di distanza dal Duomo, cosa che mette in difficoltà molti turisti, che, una volta arrivati a Monreale non sanno dove trovare il Duomo a causa delle poche indicazioni presenti. La segnaletica inoltre è un aspetto a cui tiene molto l’Unesco, tanto che l’assessorato regionale al Turismo in collaborazione con il Centro Studi del Touring Club Italiano, ha realizzato uno studio con lo scopo di definire, per ciascuna tipologia di Sito UNESCO, alcune linee guida per un sistema segnaletico e distintivo in grado di diffondere in modo efficace l’immagine dei Beni Patrimonio dell’Umanità.

Però se vogliamo fare qualche passo indietro, possiamo di certo renderci conto che tutto questo costituisce un paradosso, soprattutto se consideriamo che un tempo la città di Monreale era dotata di infrastrutture, la funicolare, che dal 1900 al 1946 collegava Piazza Bologni con Monreale, ma che adesso, purtroppo, è solo un ricordo da cartolina. 

Forse la situazione potrà evolversi tramite la realizzazione della green way, dove in seguito al Patto per lo sviluppo della città di Palermo, tramite il recupero di un antico tracciato ferroviario, si punta a un collegamento ciclo pedonale ecosostenibile. (Per maggiori informazioni clicca qui https://www.filodirettomonreale.it/2018/06/25/greenway-palermo-monreale-vincono-due-progetti-la-pista-ciclabile/)

il visitor center di Palermo

Una cosa di cui possiamo vantarci sono le iniziative e gli eventi ad opera dell’associazione commercianti di Monreale, che cercano di accompagnare e dare una luce al nostro monumento, ma nonostante questo sono molti gli aspetti che necessitano di attenzione da parte delle amministrazioni.  

Fra queste è da segnalare l’assenza di un centro di informazione turistica, già presente a Palermo e Cefalù con il visitor center UNESCO. 

Per concludere, con l’inserimento del Duomo di Monreale nella WHL, si è fatto molto ma non il necessario. La gestione di un bene UNESCO da parte delle amministrazioni, dovrebbe essere una sequenza ordinata di azioni nel tempo, in cui vanno individuate le modalità attraverso cui si conseguono gli obiettivi. Tramite il piano di gestione, non si dovrebbe puntare solo alla protezione e conservazione del sito, ma il comune dovrebbe puntare anche ad incrementare e migliorare l’offerta turistica.

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