Crolla il tetto dell’immobile confiscato al boss Agrigento e assegnato al comune. Caputo: “Nessun intervento dall’amministrazione”. Capizzi: “Dovrebbe rispondere lui di questo bene”

Dopo circa 16 anni per la mancanza di interventi di ristrutturazione il tetto è crollato rendendo la struttura totalmente inagibile e pericolante

Monreale, 6 settembre 2018 –  Assieme ad un vasto appezzamento di terreno l’immobile ricadente in via Pileri in contrada Santa Rosalia, nel 2002 veniva assegnato dall’Agenzia del Demanio al Comune di Monreale. “L’obiettivo era di destinare il bene a finalità agricole, produttive, con un progetto che avrebbe coinvolto le scuole del territorio, per un percorso di piante officinali. Un bene dall’elevato valore non solo economico e sociale, ma anche altamente simbolico in quanto confiscato al boss Agrigento da sempre al vertice dell’associazione mafiosa”. A renderlo noto è Salvino Caputo, che oggi contesta l’immobilità dell’attuale amministrazione comunale. 

Dopo circa 16 anni per la mancanza di interventi di ristrutturazione il tetto è crollato rendendo la struttura totalmente inagibile e pericolante, ponendo a rischio anche le strutture private vicine. L’immobile è di competenza del Comune di Monreale e del Consorzio Sviluppo e Legalità. Con Decreto 45562 del 23/12/2002 veniva modificata la destinazione dell’immobile: “Sede del Comando di Polizia Municipale per lo svolgimento di attività di ippoterapia e per la costituzione del gruppo Ippomontato nonché alla Scuola media Guglielmo II per finalità scolastiche di turismo studentesco, di educazione alla legalità e per le attività legate al rilancio di iniziative ambientali, con il supporto di Legambiente”. 

Dal lontano 2002 il bene è rimasto in uno stato d’abbandono e in questi sedici anni si sono susseguite tre legislature differenti. 

Salvino Caputo

“Recentemente – ha dichiarato Salvino Caputo – erano stati pubblicati bandi, alcuni dei quali individuavano proprio il Comune di Monreale tra i soggetti destinatari di finanziamenti per il recupero e la ristrutturazione di immobili confiscati alla mafia e alle organizzazioni criminali per destinarli a finalità pubbliche, sociali ed assistenziali. Anche in questa occasione l’Amministrazione comunale non ha presentato alcuna richiesta sia per il primo che per il secondo avviso pubblico. Il bene confiscato al boss Agrigento ben poteva essere recuperato e salvaguardato con il ricorso ai finanziamenti previsti dal bando regionale. Tutto questo dimostra, ancora una volta, la mancanza di programmazione da parte di una Amministrazione che oggi non riesce nemmeno ad assicurare il quotidiano. Certo resta l’amarezza di vedere un bene confiscato di elevato valore simbolico crollare quando era stato assegnato a una struttura dello Stato”.

Sindaco di Monreale Piero Capizzi

Alle accuse mosse dall’ex sindaco il primo cittadino chiede di sapere “cosa ha fatto Caputo, durante la sua legislatura, per restituire il bene alla fruizione pubblica?”. Si perché l’immobile è stato assegnato al comune normanno durante il 2002,  anno in cui era in carica lo stesso Caputo. “Noi verificheremo questo bene che sicuramente non è stato assegnato sotto la mia amministrazione. Mi spieghi perché non è stato restituito alla pubblica fruizione? Anche perché – continua Capizzi – il significato dell’assegnazione dei beni confiscati alla mafia agli enti pubblici è quello di reimpiegarli per fini sociali e non quelli di tenerli inutilizzati. Verificheremo cosa ne fece il Comune e perché non è stato mai assegnato ed eventualmente non esiterò a segnalare alle Autorità competenti. Ci sono responsabilità, amministrative, contabili, penali, civili ma ci sono anche responsabilità morali. Nel momento in cui il bene è stato confiscato e poi assegnato sicuramente non era fatiscente”. Conclude il sindaco di Monreale.  

 

 

 

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