“I Rifiuti sono roba nostra”: la lettera di un cittadino

“Vorrei ricordare a tutti che i rifiuti li produciamo noi e che sempre noi li stiamo abbandonando in maniera indiscriminata e criminale”

Riceviamo e pubblichiamo 

L’11 Luglio 2018 é partita la raccolta differenziata e la raccolta porta a porta nel Comune di Monreale. Vivaddio c’era da dire! Ed invece a meno di una settimana dal suo inizio si é scatenato il putiferio. Social, giornali locali, bar, supermercati, ovunque si parla di differenziata criticando a volte ragionevolmente e con cognizione di causa, a volte con farneticazioni dovute soprattutto ad una cattiva informazione. Intanto in tutto il territorio stanno moltiplicandosi discariche a cielo aperto, soprattutto nelle periferie. 

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Dopo la dichiarazione dell’emergenza da parte del governo Nazionale, il presidente della Regione Nello Musumeci vara un’ordinanza unica sui Rifiuti. Il provvedimento è datato 28 febbraio e contiene una serie di misure per fronteggiare l’emergenza derivante dalla prossima saturazione di alcune importanti discariche.

Il provvedimento fissa adempimenti e obiettivi che i Comuni devono assumere nel brevissimo periodo per l’incremento delle percentuali di raccolta differenziata, ferme in tutta l’Isola a risultati molto lontani dall’obbligo di legge, mediante azioni concrete sui servizi e passaggio a modelli di raccolta più efficaci quali porta a porta, dismettendo i cassonetti stradali e attivando centri comunali di raccolta.
C’è da dirsi che in 4 mesi e spiccioli si poteva fare di meglio sia in termini di informazione ai cittadini sia in termini organizzativi. Purtroppo non é stato così e oggi ci ritroviamo alle soglie di una situazione che sta diventando sempre più critica.

Vorrei ricordare a tutti che i rifiuti li produciamo noi e che sempre noi li stiamo abbandonando in maniera indiscriminata e criminale, come se i luoghi in cui viviamo non ci appartenessero e come se il conto economico prodotto da tale comportamento lo paghi qualcun altro. 
Certo fa rabbia sapere che circa la metà dei cittadini non pagano la TARI e che le somme evase nel 2014, verranno ricaricate sulla TARI che pagheremo nel 2020 e così via.

Certo stizzisce che chi riceve il servizio di porta a porta paghi la stessa tassa di chi deve portare i propri rifiuti nei centri di raccolta con l’aggravio di ulteriori spese.
Certo fa arrabbiare sapere che per anni abbiamo pagato le spese di smaltimento dei rifiuti per i cittadini sudicioni dei paesi limitrofi che hanno conferito i loro rifiuti nei punti di raccolta monrealesi.
Certo stupisce e provoca rancore sapere che portiamo i nostri rifiuti al conferimento in discarica senza pesare quello che conferiamo, “fidandoci” del peso che ci propinano i gestori delle varie discariche.

Certo provoca sdegno e acrimonia il ricordo della promessa elettorale fatta dalla attuale amministrazione di istituire la raccolta porta a porta e differenziata a Monreale.

Tuttavia oggi ci ritroviamo nella situazione di “dovere obbligatoriamente” far partire la differenziata conseguendo i risultati stabiliti dalla legge. A cosa può servire la protesta, se di questo si tratta, di rifiuto delle nuove regole e l’abbandono di rifiuti indifferenziati su tutto il territorio?

Vogliamo provvedimenti di emergenza che aggravino ancora di più i costi già al massimo delle tariffe della TARI? Pensiamo davvero che questa forma di protesta sia efficace nei confronti di chi ci ha amministrato palesemente con superficialità e inefficacia? Spero proprio di no! Spero tanto, appellandomi all’intelligenza ed alla sensibilità della cittadinanza monrealese, che tutti si stringano attorno alla salvaguardia della salute della collettività ed alla conservazione del nostro meraviglioso territorio provato da troppi anni dalla poca attenzione di chi ci ha amministrato e dalla indifferenza e superficialità di chi sporca o evade i tributi fregandosene bellamente delle regole e del dovere che ha nei confronti del prossimo suo.
Io differenzio e abborro chi non lo fa.
Intanto mi impegno a sensibilizzare anche “a cavuci e muzzicuna” le amministrazioni presenti e future affinché ci restituiscano quella dignità di cittadini da troppo tempo calpestata.

… e voi che fate?

Gianni Berti

1 Commento
  1. Salvatore Bajardi scrive

    Hai perfettamente ragione! Cominciamo con il fare reinserire nelle scuole l’educazione civica,insegnamo ai nostri figli fin da bambini l’amore per la nostra terra per l’ambiente non soltanto quello in cui viviamo, ma tutto l’ambiente. Insegnamo il rispetto altrui e delle cose che usiamo, insegnamo il rispetto per sè stessi, recuperiamo quei valori che questa società del …bip ha trasformato nel menefreghismo più becero. Insegnamo ad amare la cultura perché forse essendo un po’ più colti si può avere una coscienza personale e sociale che non porti a comportamenti di inciviltà verso l’ambiente e verso la società perché noi siamo la società.

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