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Cronaca

Operazione antimafia Delirio, fermati gli uomini del dopo Riina. Riciclaggio in bar e scommesse

Cosa nostra palermitana, un’organizzazione in cerca di equilibri, nuovi capi e nuovi business. 

Pubblicato il 16 luglio 2018

Operazione antimafia Delirio, fermati gli uomini del dopo Riina. Riciclaggio in bar e scommesse
Giuseppe Corona il personaggio chiave dell'inchiesta della Dda di Palermo che ha portato in carcere 24 persone

Palermo, 16 luglio 2018 – Operazione antimafia  questa mattina a Palermo. L’arrestato numero uno è Giuseppe Corona, personaggio chiave, finito nel mirino della Dda di Palermo che oggi  ha arrestato 24 persone tra mafiosi, prestanomi ed estortori di diversi clan della città. Quattro persone ai domiciliari, tra loro un avvocato penalista palermitano. Ad altre 19 persone è stato notificato il divieto di dimora.

L’indagine traccia un quadro della mafia del dopo Riina, una organizzazione in cerca di equilibri, nuovi capi e nuovi business. Corona non è un insospettabile. Il suo nome spunta negli atti di un’inchiesta che, l’anno scorso, portò in carcere i vertici del clan mafioso di Resuttana da sempre guidato dai boss stragisti della famiglia Madonia. Condannato a 17 anni per un omicidio commesso dopo una banale lite per la restituzione di un braccialetto, figlio di un mafioso assassinato, di lui il capomafia Gregorio Palazzotto diceva “è mio fratello”. I Madonia gli avrebbero affidato il loro tesoro, tanti soldi da ripulire, e le scommesse dell’ippodromo, poi sequestrato per mafia. Bar, tabacchi, immobili, Corona negli anni ha fatto molti investimenti. Secondo i pm col denaro delle cosche.

Immobili, società, quote azionarie, esercizi commerciali. La lista dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza su ordine della Dda di Palermo nell’inchiesta che oggi ha portato a 28 arresti è lungo.

Nell’elenco dei destinatari del provvedimento ci sono anche i vecchi gestori di tre note pasticcerie: la Albas srl di piazza Don Bosco 7 C/D, il Bar Alba srl, piazza Don Bosco 7 C/D e la Pasticceria Alba srl, viale Margherita Di Savoia.

Locali conosciuti in città «allora tenuti in vita anche con i soldi del clan», ha detto il tenente colonnello Saverio Angiulli del nucleo di polizia valutaria della guardia di Finanza. Tramite una nota stampa, la società Apr srl (che gestisce attualmente il Bar Alba di piazza Don Bosco e il locale di viale Regina Margherita), ha voluto precisare di «non aver alcun legame e alcuna continuità economica o giuridica con la precedente tanto che la predetta Apr srl ha dovuto ricominciare da zero ogni attività, richiedere ex novo autorizzazioni e licenze, e persino stipulare nuovi contratti per la locazione degli immobili e nuovi contratti per tutte le utenze, nonché comprare ai pubblici incanti buona parte delle attrezzature e degli arredi».

Tra i beni finiti sotto sequestro diversi immobili in via Isidoro Carini, in via Francesco Omodei, in via Giusppe Impastato, in via Giuseppe Loria, in via Sampolo e in via Barbarigo. Numerose le società che spuntano nell’inchiesta, tra queste la Cotasa società srls, piazza Don Bosco 7/H, la Cabo srl, via Cala 64, la Debo srl, via Agostino de Cosmi 47/47; la Medi Games srl, via Biagio Petrocelli 3A; la ditta individuale Gnoffo Angela, via Alfonso Amorelli 12 e via Malaspina 102/104; la ditta individuale Giannotta Gianpiero, vicolo Appalto e via de Materassai 3; la ditta individuale Oliveri Nunzio, via Cappuccini 124 e via Papireto 39/41; la società Aurora bar srls, via Francesco Crispi 290 e via Ruggero Loria 62.

Gli arrestati nell’ambito dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza coordinata dalla Dda palermitana sono: Raffaele Favaloro, 52 anni, Giuseppe Corona, 50 anni, Maurizio Caponetto, 43 anni, Vito Virzì, 47 anni, Stefano Madonia, 45 anni, Loredana Ruffino, 45 anni, Rosa Madonia, 50 anni, Luigi Miceli, 29 anni, Alessandro Bronte, 33 anni, Gianpiero Giannotta, 23 anni, Domenico Lo Iacono, 43 anni, Calogero Leandro Naso, 24 anni, Carmelo Naso, 27 anni, Salvatore Buccheri, 26 anni, Giuseppe Giurintano, 35 anni, Salvatore Salamone, 42 anni, Gioacchino Salamone, 55 anni, Giuseppe Salamone, 56 anni, Giuseppe Salamone, 50 anni, Gregorio Palazzotto, 41 anni, Sandro Diele, 46 anni, Claudio Demma, 56 anni, Paolo Lo Iacono, 51 anni, Croce Siragusa, 48 anni.

Ai domiciliari sono finiti il noto avvocato penalista Nicolò Riccobene, 74 anni, insieme a Michele Siracusa, 74 anni, Giuseppe Mandarano, 75 anni, Antonino Salerno, 33 anni.

Provvedimento di divieto di dimora notificato a Rosario Armetta, 55 anni, Pasquale Fantaci, 44 anni, Giuseppe Abbagnato, 56 anni, Francesco Paolo Trapani, 21 anni, Massimiliano Cocco, 49 anni, Salvatore Giglio, 59 anni, Giuseppe Pecoraro, 44 anni, Giosuè Lo Piccolo, 42 anni, Giovanni Russo, 32 anni, Aurelio Perrino, 72 anni, Salvatore Calabrese, 44 anni, Aldo Calandra, 35 anni, Francesco Calandra, 58 anni, Giuseppe Tarantino, 48 anni, Domenico Milazzo, 75 anni, Emanuela Milazzo, 51 anni, Roberto Bonaccorso, 47 anni, Maria Laura Bonaccorso, 48 anni, Salvatore Sanfratello, 62 anni.

Il bar Alba è stato sequestrato sia nella sede di Mondello (appartenente a Giuseppe Tarantino, uno degli indagati) che in quella di piazza Don Bosco: un provvedimento che riguarderebbe, però, il vecchio assetto societario, infatti, la nuova società che gestisce il bar precisa in una nota:

In merito alla notizia appresa oggi di un sequestro dei punti vendita del BAR ALBA di piazza Don Bosco e Mondello per vicende riconducibili alla posizione di Tarantino Giuseppein relazione a apparenti legami con Corona Giuseppe quale referente di Cosa Nostra; notizia ricondotta alle esternazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, rilasciate nel corso di una conferenza stampa, e relative alla operazione “DELIRIO” secondo le quali la gestione del BAR ALBA, per tramite del Tarantino Giuseppe avrebbe, non si comprende bene in che periodo, favorito COSA NOSTRA o addirittura aderito a un progetto criminoso, il tutto con conseguente emissione di provvedimenti di sequestro a carico delle società BAR ALBA s.r.l., Pasticceria Alba s.r.l. e N. Pasticceria s.r.l., fermo restando il plauso al proficuo Lavoro della Magistratura, è imperativo svolgere alcune precisazioni e distinzioni. Dal giorno 11 aprile 2016 le attività di piazza Don Bosco e via Regina Margherita meglio conosciute rispettivamente come il BAR ALBA di piazza Don Bosco e il CAFLISH – BAR ALBA di Mondello, sono di proprietà della società A.P.R. s.r.l., quest’ultima peraltro dal giorno 1 luglio 2018 è stata affidata alla gestione della BUSCEMI s.a.s. nell’ambito di una operazione commerciale in corso di annotazione al Registro delle Imprese. La detta società A.P.R. s.r.l. non ha nulla a che vedere o a che spartire con le precedenti N PASTICCERIA ALBA s.r.l., BAR ALBA s.r.l. e PASTICCERIA ALBA s.r.l. a più riprese e in vari momenti titolari dei predetti esercizi in epoca antecedente all’aprile 2016, e oggi tutte in fallimento e in passato gestite appunto da Tarantino Giuseppe. E dunque A.P.R. s.r.l. non ha nulla a che vedere o spartire con le società che risulterebbero destinatarie di provvedimenti di sequestro eseguibili semmai in danno dei patrimoni acquisiti dalle pendenti procedure concorsuali. Tra A.P.R. s.r.l. e le predette società non sussiste dunque alcun legame e alcuna continuità economica o giuridica tanto che la predetta A.P.R. s.r.l. ha dovuto ricominciare da zero ogni attività, richiedere ex novo autorizzazioni e licenze, e persino stipulare nuovi contratti per la locazione degli immobili e nuovi contratti per tutte le utenze, nonché comprare ai pubblici incanti buona parte delle attrezzature e degli arredi. Tanto precisato i Soci tutti e i Componenti del Consiglio di Amministrazione di A.P.R. s.r.l., escludono nella maniera più categorica di avere mai avuto a che fare con CORONA GIUSEPPE, di avere mai favorito il predetto o altri soggetti in attività di reimpiego di capitali di provenienza illecita e di avere mai avuto alcuna relazione economica con soggetti anche solo ipoteticamente riconducibili ad ambienti criminali o mafiosi. Pertanto in particolare i componenti tutti del Consiglio di Amministrazione di A.P.R. s.r.l., anzi preannunziano a propria tutela e a tutela di A.P.R. s.r.l. l’avvio di ogni iniziativa volta a difendere l’onere e la reputazione propria e della predetta società. Segnatamente, osservando e ribadendo che A.P.R. s.r.l. non ha avuto notificato alcun provvedimento ablativo, protestano la loro assoluta estraneità ad ogni forma di contiguità con frange deviate del tessuto sociale ed esponenti di ogni sorta delle consorterie malavitose ed anzi riaffermano con forza e fermezza la loro adesione totale ai valori della Legalità, richiamando alla memoria della Collettività tutte le iniziative finora svolte a vario titolo nella lotta al fenomeno delinquenziale in genere e a quello di matrice mafioso in ogni sua forma e nelle competenti sedi innanzi l’Autorità Giudiziaria. Al contempo ribadiscono con altrettanta fermezza la assoluta disponibilità a qualsivoglia confronto con gli Inquirenti purché non venga in nessun modo fatta confusione tra A.P.R. s.r.l., che opera solamente da poco più di due anni, e le precedenti società che hanno gestito i detti punti vendita in questione in un possibile clima di illegalità”.

 

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