San Cipirello, 18 sindaci vogliono impugnare l’ordinanza di Musumeci sull’avvio della differenziata

Chiediamo azioni immediate per l’avvio del compostaggio di comunità, strumento indispensabile all’abbattimento dei costi

San Cipirello, 14 luglio 2018 – “Raccolta differenziata sì ma la Regione Siciliana ci metta nelle condizioni di farla, realizzando più impianti di raccolta”. È il messaggio che spediscono 18 sindaci della provincia di Palermo al governatore della Sicilia Nello Musumeci dopo che ieri si sono riuniti a San Cipirello.

La riunione è stata un’occasione di confronto per i 18 primi cittadini chiamati ad affrontare un’emergenza rifiuti scoppiata in seguito ad una discussa ordinanza. Musumeci ha deciso di dare una forte spinta alla raccolta differenziata siciliana, imponendone l’avvio “coatto” in tutti i comuni dell’isola. 

Anche il sindaco di Monreale in questi giorni ha dovuto avviare in fretta e furia il servizio di raccolta differenziata, rimuovendo tutti i cassonetti dalle strade. Una decisione, quella di Capizzi, che ha generato il caos generale. 

All’incontro avvenuto dentro l’aula consiliare di San Cipirello erano presenti i sindaci di San Cipirello, Carini, Partinico, Montelepre, Isola delle Femmine, Corleone, Villabate, Ficarazzi, Terrasini, Roccamena, Capaci, Altofonte, Ficarazzi, Piana degli Albanesi, Santa Caterina di Villermosa, San Giuseppe Jato e Misilmeri.

I primi cittadini sono d’accordo nel criticare fortemente l’ordinanza del Presidente della Regione Nello Musumeci considerata non risolutiva dell’emergenza perché si limita – si legge in una nota – a spostare le responsabilità in capo ai sindaci.

L’ordinanza del governatore, che la schiera degli amministratori locali è pronta ad impugnare, impone un drastico aumento delle percentuali di differenziata. I sindaci che non rispettano le prescrizioni del documento rischiano anche la decadenza. Ma il paradosso sta nel fatto che se la Regione impone regole più rigide e percentuali più alte di raccolta differenziata, da un altro canto a mancare sarebbero proprio gli impianti dove portare i rifiuti differenziati, in particolare la frazione organica. 

“Richiediamo la ricognizione degli impianti esistenti e delle loro capacità e di un eventuale aumento degli stessi, o in alternativa, dell’autorizzazione immediata di nuovi impianti. In questa fase di grave emergenza – proseguono i sindaci – abbiamo potuto costatare che i costi di conferimento non sono omogenei tra i comuni e sono aumentati a dismisura incidendo sul costo del servizio.”

Inoltre “alcuni comuni con contratti in essere si sono ritrovati a cercare nuove piattaforme e comuni nella fase di avvio della differenziata non hanno trovato spazi disponibili e sono stati lasciati in stato di totale abbandono dall’Assessorato e dalle Srr. Chiediamo azioni immediate per l’avvio del compostaggio di comunità, strumento indispensabile all’abbattimento dei costi”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.