Pezzingoli, veleno nel cibo dei cani randagi. La strage di Sciacca non continui a Monreale

Volontaria: “Ho ricevuto la disponibilità dall’Asp per sterilizzare le cagne purché dopo l’intervento vengano messe in un reparto post operatorio, una stanza che deve essere messa a disposizione dal comune di Monreale”

Monreale, 19 giugno 2018 – Un chiaro tentativo di avvelenamento nei confronti dei tanti cani randagi che albergano in via Pezzingoli nella parte alta. I pezzettini di veleno sono stati sparsi in diversi punti della zona di periferia, probabilmente di notte. Un piano messo in atto da qualcuno che non gradisce la presenza degli animali e vorrebbe eliminarli. Un’azione che non è rimasta circoscritta nella via Pezzingoli ma si estesa anche in zona Barone a Strazzasiti dove oggi pomeriggio dei resti di sostanze velenose sono state ritrovate nel cibo dei cani. 

A trovare il cibo avvelenato sono stati i volontari che giornalmente pattugliano le campagne, e non solo, per sfamare i cani. Quella di Silvana Lo Iacono – volontaria – è una passione che ormai è diventata una missione: salvare ogni singolo cane che gironzola affamato per Monreale. Naturalmente da sola è un’impresa difficile e impossibile da vincere. La volontaria racconta di una situazione emergenziale, tre cagnette sono nuovamente gravide e tra poco saranno altre bocche da sfamare. Necessario sarebbe l’avvio di una campagna di sterilizzazione per evitare che qualcuno possa ripetere i gesti folli che si sono susseguiti nell’agrigentino.

“Ho ricevuto la disponibilità dall’Asp – racconta Lo Iacono – per sterilizzare le cagne purché dopo l’intervento vengano messe in un reparto post operatorio, una stanza che deve essere messa a disposizione dal comune di Monreale”. Ma che ancora oggi a distanza di mesi tarda ad arrivare.

Nel frattempo si consiglia di tenere i cani al guinzaglio muniti di museruola per evitare che ingeriscano cibo abbandonato.

1 Commento
  1. […] lanciarono l’allarme dell’avvelenamento di alcuni cani nella zona alta di Pezzingoli (Leggi qui). A distanza di un mese si alza nuovamente un grido d’aiuto. Sempre nella stessa zona, due […]

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