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Monreale al voto, possibile alleanza Pd-Capizzi? Russo: “Solo se dichiara con i fatti di essere un sindaco di Centro-Sinistra”

Crisi del PD, candidature, alleanze, Capizzi, Arcidiacono, Massimiliano Lo Biondo, politiche di sinistra. Ne parliamo in un’intervista con Silvio Russo

Pubblicato il 7 giugno 2018

Monreale al voto, possibile alleanza Pd-Capizzi? Russo: “Solo se dichiara con i fatti di essere un sindaco di Centro-Sinistra”

Monreale 7 giugno 2018 – Monreale nel 2019 sarà chiamata al voto per eleggere Sindaco e consiglieri. Cinque anni fa la sinistra a Monreale riuscì a conquistare una gran fetta di elettorato, tra meno di un anno quegli stessi elettori a chi daranno la loro fiducia? Nuovamente alle stesse persone che siedono oggi tra gli scranni dell’aula comunale? Oppure circola aria di cambiamento e voglia di volti nuovi? 

Intanto che vengano fuori i nomi dei candidati abbiamo intervistato Silvio Russo, una persona impegnata da anni in politica e esponente storico del Pd. Russo nell’ultima tornata amministrativa si è battuto abilmente per far eleggere Capizzi a sindaco, anche se all’interno del partito locale non molti erano d’accordo sulla scelta fatta, ma questa è una storia passata. Oggi la campagna elettorale su quali nomi ma soprattutto su quali programmi verrà fatta?

Partiamo da un’analisi politica sui quattro anni trascorsi di amministrazione Capizzi. Cosa c’è da salvare del suo operato e cosa condanna senza alcuna riserva?

Vediamo … cosa salverei … sicuramente la buona volontà. I risultati sono pessimi ed è sotto gli occhi di tutti che le strade sono un colabrodo e l’illuminazione per motivi economici non funziona. Mentre per la cultura niente di innovativo ma segue le iniziative che venivano fatte dalle amministrazione precedenti. Di fatto questa amministrazione non ha prodotto niente. L’assenza della condivisione nelle scelte non ha permesso che si creasse una simbiosi tra il Pd e l’amministrazione Capizzi. Purtroppo, la personalità del sindaco non è riuscita a fare quadrato e prendere le decisioni insieme al Partito democratico, infatti in molte occasioni il partito veniva scavalcato o addirittura neanche informato. E questo ha fatto nascere dei malumori all’interno del gruppo consiliare, i consiglieri non venivano mai messi al corrente di quello che avveniva all’interno dell’amministrazione. Capizzi si  confrontava solamente con il Segretario comunale, ma le decisioni vanno prese con la coalizione che ti ha permesso di governare la città. In questo comune non si è fatto nulla, all’inizio noi abbiamo messo in campo riferimenti sia regionali che nazionali tanto è vero che gli unici finanziamenti sono arrivati grazie al loro aiuto. Tante volte abbiamo chiesto di attivare il piano Aro, uno dei primi approvati dalla Regione Sicilia e approvato grazie alle diverse sollecitazioni del Pd, ma l’amministrazione Capizzi l’ha messo da parte. 

Cosa significa concretamente fare una politica di sinistra in un Comune. Da dove cominciare?

Una politica di destra o di sinistra è possibile farla a livello nazionale e regionale ma nei comuni no, occorre fare la politica per i cittadini, perché le leggi le subiamo a cascata. Poi sta alla sensibilità di un sindaco coinvolgere le associazioni, i sindacati, i partiti. I dati Istat dicono che è aumentata la povertà ma sono aumentati anche i ricchi, questo vuol dire che c’è qualcosa nella politica economica che non funziona, che non si è fatta una redistribuzione delle ricchezze in maniera equa. Un partito di sinistra al governo nazionale cerca di redistribuire la ricchezza prodotta attraverso o la leva monetaria o quella fiscale. Questo non è successo perché ci muoviamo in una logica di mercato.

A livello locale quindi una soluzione potrebbe essere quella di investire di più nei servizi sociali, a maggior ragione che in questi anni la povertà è aumentata e quindi c’è una fascia da aiutare. Peccato che non sia stato fatto. Tutto quello che arriva a Monreale è grazie a quanto prevedono le leggi nazionali, il comune di suo non ha messo nulla. Non c’è stata nessuna programmazione, non esistono progetti presentati per accrescere lo sviluppo di Monreale, le uniche attività svolte sono quelle organizzate dall’ACM. Inoltre, un partito di sinistra sta molto attento a come vengono trattati i dipendenti da parte delle ditte e se viene applicato il contratto di lavoro a difesa dei livelli occupazionali e reddituali. Vedi ad esempio le condizioni contrattuali dei lavoratori del parcheggio di Monreale, e degli ex operatori Ato.

Quattro anni fa il PD esce dal voto amministrativo come prima forza politica della città. Le prossime amministrative rischiano di certificarne il tracollo. Quali le cause? Un riflesso della crisi registrata a livello nazionale o la sezione locale ha delle responsabilità? Avete fatto un mea culpa?

Tracollo? Chi lo ha detto? Probabilmente sarà difficile confermare tutti i 4500 voti ricevuti quattro anni fa, un risultato difficile da replicare non ci sono dubbi, per tutta una serie di vicissitudini. Una tra tutte per la politica nazionale che vede un Pd diviso, l’altro vede una scissione di un gruppo consistente del partito. Io le posso assicurare che il Pd avrà un ottimo risultato alle prossime elezioni amministrative. Io non so se il Pd prenderà 2000/2500 voti questo significherebbe essere un tracollo, certo se li paragoniamo ai 4500 lo è. Il risultato di quattro anni fa è stato un caso speciale, dove il Pd a livello nazionale in quello stesso giorno per le Europee ha preso il 40%.

Quando si prendono pochi voti ci sono responsabilità nazionali, regionali e locali, quattro anni fa si andava dietro a Renzi, anche pezzi della destra votarono l’ex Premier e noi abbiamo usufruito di questa sua capacità di trainare. Oggi Renzi non è più ben visto.

Io non credo che a Monreale il Pd avrà un tracollo come qualcuno sostiene, appena usciranno i candidati locali e si andranno a cercare i voti radicati nel territorio – e non ci saranno vincoli nazionali- vedremo se ci sarà il tracollo che qualcuno dice. Sono positivo, abbiamo avviato una nuova fase con un nuovo segretario, c’è un gruppo di giovani, tra questi diverse donne oltre i vecchi compagni e i consiglieri uscenti. Vediamo quello che succede….

Certo che abbiamo fatto un mea culpa su quanto successo a Monreale. I diversi litigi hanno portato alla fuoriuscita di un gruppo consistente di compagni/amici che hanno deciso di fare un’altra strada, e intanto un altro gruppetto è andato ancora più a sinistra. Nel Pd non c’è stata solo la fuoriuscita del gruppo Toti Zuccaro ma ci sono stati anche altri compagni che hanno scelto di andare con Potere al Popolo per esempio. Con i compagni che sono andati a sinistra c’è una buona discussione in corso quindi penso che ci sarà un rientro nel Pd. Cosa diversa per Zuccaro che si è spostato verso il centro-destra, ma ciò non toglie che potrebbe decidere di fare una lista civica, perché non penso che a lui stia bene stare in un centro-destra con Salvini. Vedremo quello che succede…

Il Partito Democratico monrealese sta cercando di riprendersi da una stagione di lacerazioni interne. L’incontro convocato il 24 maggio ha fotografato un partito ridotto all’osso. Come pensate di avvicinare nuovi iscritti e sostenitori?

Non è vero che non c’erano persone, quella riunione non è la fotografia, come qualcuno ha detto, di un partito fantasma. Eravamo una trentina circa e a Monreale io non credo ci siano partiti che facciano riunione con 30 persone. Certo, eravamo abituati a fare incontri con 100 persone, adesso 30 sembrano pochi, ma la scelta della data e dell’orario ha fatto sì che ci fosse una bassa partecipazione. Per motivi personali mancava quasi tutto il gruppo consiliare. Io le posso assicurare che al prossimo incontro ci sarà una buona presenza.

Chiederemo ai cittadini di dare un contributo per dire cosa vorrebbero si facesse nella prossima legislatura. Saremo nelle piazze, sui social, cercheremo i mezzi più adatti per coinvolgere la gente. Questo rappresenta un modo per stare più vicino ai cittadini.

C’è un problema di competenze, di dialogo, di leadership nel PD monrealese?

No, nessun problema di leadership. Si stanno avviando una serie di trattative, di iniziative di incontri per cercare di creare una coalizione la più larga possibile. Poi quando usciranno le candidature – se ci dovessero essere diverse candidature – troveremo il sistema e il meccanismo di selezione di queste. Non credo ci siano altre strade. Nell’ultima riunione abbiamo allargato alla segreteria, abbiamo creato un gruppo di contatto inserendo i due deputati che fanno riferimento al Pd e sono Tonino Russo e Salvo Lo Giudice. Faremo una serie di consultazioni per cercare di trovare il candidato migliore per portare avanti la coalizione e questa volta sarà fondato sui programmi.

Tra un anno le amministrative per il rinnovo del governo della città. Escludete assolutamente un’alleanza con il sindaco uscente Capizzi? 

Escludo un’alleanza con Capizzi, le rotture politiche che ci sono state – viste le ultime tappe dove il Sindaco non ha voluto fare un percorso comune come gli era stato proposto dal segretario uscente Rubino – dovrebbero essere prima sanate con degli atti forti. Al momento non ci sono gli elementi politici, il sindaco sta governando con esponenti della Lega e con altri del Centro-Destra quindi se non vogliamo perdere la faccia ulteriormente le strade si sono divise. A meno che Capizzi non faccia una dichiarazione ufficiale dove dichiara di essere di Centro-Sinistra (anche se credo che non lo faccia) ma dopo deve confermarlo con i fatti: facendo uscire dalla Giunta gli assessori di Centro-Destra. Senza queste premesse il Pd non potrebbe sostenere la sua candidatura, ma avremo un altro candidato sindaco … non è un problema.

Tanti, anche in casa PD, pensano che per vincere le prossime elezioni bisognerà che il PD entri in una alleanza allargata. Massimiliano Lo Biondo, ufficialmente candidato sindaco, proviene dall’area di Centro-Sinistra. È ipotizzabile aprire un dialogo con lui?

Possiamo aprire un dialogo con tutti l’importante è che dichiarano di essere un’alleanza di Centro-Sinistra o liste civiche. Per quanto riguarda Lo Biondo, lui ha già deciso di essere il suo candidato quindi si è autocandidato senza discutere con gli altri, quindi Lo Biondo farà il candidato con chi vorrà lui perché non credo che il Pd possa appoggiarlo solamente perché ha deciso di essere candidato sindaco. Tra l’altro si è molto avvicinato ad elementi del Centro-Destra.

Quali altre “trattative” avete in corso?

Abbiamo in corso trattative a 360°, con tutti quelli che vogliono fare un’alleanza e cimentarsi con il programma del Pd. Discussioni aperti con amici ed ex compagni, all’ultimo cercheremo di chiudere su qualche candidatura che possa tenere più componenti all’interno del Pd. Non è tempo di fare nomi ….

Arcidiacono nelle precedenti elezioni è stato il candidato a sindaco avversario come potete pensare di sceglierlo in questa tornata elettorale?

Abbiamo solo avuto una discussione ma al momento non c’è niente di preconfezionato. È una persona in gamba, preparata. Arcidiacono è stato sindaco delle liste civiche, perché il candidato del Centro-Destra era Di Matteo.

Cosa pensa dei compagni che in un momento di crisi hanno deciso di abbandonare il Pd?

Vuol dire che non avevano le idee chiare. In un momento di difficoltà la storia insegna che bisogna stare e tenere il manubrio fermo. Posso capire chi decide di uscire dal Pd ma rimane sempre a sinistra, cosa diversa è chi esce e da un partito di Centro-Sinistra va nel M5s che sono una massa morta.

Ha mai pensato di candidarsi?

Molte persone mi chiedono di valutare una mia candidatura ma io certamente non sono un tipo da autocandidatura. Devono essere gli altri a volerlo.

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