Lega al governo. Per l’assessore Santo D’Alcamo possibile incarico di sottogoverno

Se la Bongiorno, designata ministro della Pubblica Istruzione, dovesse rinunciare al Senato, a D’Alcamo scatterebbe lo scranno a Palazzo Madama

Monreale, 1 giugno 2018 – Dopo 88 giorni dalle consultazioni politiche del 4 marzo è nato il nuovo governo a firma Movimento 5 Stelle – Lega. L’asse Di Maio Salvini, con premier Giuseppe Conte, ha ottenuto il placet del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Tre saranno i ministri siciliani. La catanese Giulia Grillo (M5S), 43 anni, medico, designata per il dicastero della Salute. Alfonso Bonafede (M5S), 41 anni, di Mazara del Vallo, laureato in legge, designato alla giustizia. Giulia Bongiorno, 52 anni, palermitana, avvocato penalista, alla quale dovrebbe andare la Pubblica Amministrazione. 

Quest’ultima è stata eletta Senatrice nel collegio siciliano all’interno del listino bloccato di Noi con Salvini, nel quale occupava la prima posizione. Dietro di lei, candidato anche l’assessore monrealese Santo D’Alcamo. Per lui, primo dei non eletti, si potrebbero adesso aprire nuove opportunità. Se la Bongiorno, divenendo ministro, dovesse lasciare il posto in Parlamento, per D’Alcamo scatterebbe la poltrona a Palazzo Madama. Una ipotesi che però lui stesso ritiene molto improbabile. Buone possibilità invece ci sono per un incarico di sottogoverno.

All’indomani del voto del 4 marzo D’Alcamo ricevette una telefonata da Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega e designato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che si complimentava per il risultato elettorale conseguito, assicurandogli, appunto, un incarico a Roma nel caso di governo a firma Lega.

Oggi, intanto, per le 16,00, previsto il giuramento del nuovo esecutivo. Per l’assessore monrealese nel fine settimana potrebbe arrivare la telefonata di convocazione a Roma.

“Lavoriamo per il paese – dichiara l’assessore D’Alcamo -. Non importa il ruolo che posso ricoprire, quanto il fatto di avere la possibilità di avere un rapporto diretto con il governo anche per il bene della città di Monreale”.

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