Filodiretto. Alex Corlazzoli passa il testimone della direzione responsabile a Gaetano Ferraro

Il giornalismo di provincia è forse il più bello ma dev’essere fatto avendo ben chiaro che noi non siamo lo zerbino di nessuno

Nei giorni scorsi forse anche molti di voi avranno visto la fiction Rai dedicata a Pippo Fava, “Prima che la notte”. Un momento cruciale del film è quando il direttore de “I Siciliani” detta un ultimo editoriale del quotidiano: “Io ho un concetto etico del giornalismo, ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana il giornalismo rappresenti una delle forze essenziali della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza, la criminalità…”.

In questi anni  ho avuto il dono e l’incoscienza di fare squadra con i giovani che hanno scelto di dare a Monreale, una voce indipendente, libera, spregiudicata qual è “Filo Diretto”. L’abbiamo fatto provando ad essere fedeli alle parole di Fava.

Quando mi hanno chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza di giornalista al “Fatto Quotidiano” e in altre testate per realizzare insieme un giornale online in una città che amo e che conosco da 25 anni, l’ho fatto con la consapevolezza che non sarebbe stato facile ma anche con un obiettivo. Anzi un sogno, uno di quelli da non tenere nel cassetto: avere un giorno tra i ragazzi di questo team uno che mi sostituisse.

Ce l’abbiamo fatta: da qualche giorno a dirigere “Filo Diretto” è Gaetano Ferraro. A lui passo il testimone con la certezza che continuerà ad assicurare a questo giornale l’etica necessaria per affrontare a testa alta e a schiena dritta, i tanti avversari della libertà d’informazione che non mancano nemmeno a Monreale come in altre parti d’Italia.

Spesso sono colleghi, altre volte politici “leccaculo” della stampa, altre ancora colletti bianchi che avvicinano un giornale con proposte subdole. Nella mia carriera da giornalista non ho mai ricevuto pressioni telefoniche per ciò che ho scritto sui giornali nazionali mentre non sono mancate telefonate dai toni pesanti per ciò che ho scritto su “Filo Diretto”. Il giornalismo di provincia è forse il più bello ma dev’essere fatto avendo ben chiaro che noi non siamo lo zerbino di nessuno ma il cane da guardia della democrazia.

Il nuovo direttore di questa testata è un giovane che si è fatto le ossa con la gavetta, sbagliando, correggendosi, imparando dagli errori, mettendoci la faccia, stando tra la gente. L’ho visto in trincea, è stato picchiato e minacciato per fare il suo dovere ma ha imparato che questo è il nostro mestiere e che l’unica nostra missione è raccontare i fatti. Nulla di più.

Lascio la direzione di “Filo Diretto” con l’orgoglio di averci messo tutta l’attenzione e la cura possibile per seguire questa straordinaria squadra di giovani che con Massimo Gullo sono ormai un punto di riferimento per la città e non solo.

Continuerò ad essere uno della squadra e nel limite del mio tempo a dare loro una mano. Grazie ai lettori della fiducia che ci avete dato in tutti questi anni. Continuate a darla ad una squadra che somiglia molto a quella de “I Siciliani”.

Alex Corlazzoli

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