Cimitero degli orrori di San Martino. Procura: “Immobilismo e negligenze a carico dei vertici pro tempore del comune”. Capizzi: “Mai giunta alcuna segnalazione”

Per i Pm le autorità comunali avrebbero dovuto svolgere a pieno la propria azione di regolamentazione, vigilanza e controllo sul cimitero di San Martino delle Scale

Monreale, 31 maggio 2018 – Ci sarebbe stata la totale assenza dell’amministrazione comunale nel corso di questi anni per quel che riguarda la gestione del cimitero di San Martino delle Scale, il camposanto degli orrori finito al centro di una inchiesta della Procura di Palermo che ha smantellato un’organizzazione criminale, capeggiata da Giovanni Messina, che gestiva abusivamente gli spazi cimiteriali di proprietà dell’Abbazia benedettina della frazione. In seguito alla denuncia dell’ex Abate Alberto Palucci, i carabinieri sono scesi negli inferi del cimitero, riprendendo in diretta le opere compiute dalla cricca.

Da oltre venti anni dentro quel cimitero Messina capeggiava e impartiva ordini ai suoi sodali per ciò che riguardava spostamenti di salme non autorizzate, occultamento di resti umani, falsificazione di documenti, truffe circa il rinnovo delle concessioni dei loculi. Le amministrazioni comunali che si sono susseguite nel corso del ventennio non hanno mai preso provvedimenti? Nessuno si è mai accorto di ciò che succedeva dentro al cimitero? E, soprattutto, che responsabilità hanno amministrazione comunale e dipendenti sulla gestione di un cimitero privato?

La Procura cercherà di dare risposte a questi interrogativi. Il caso del cimitero di San Martino potrebbe portare ad altre indagini. «Dietro tutto questo spaccato di diffusa illegalità – si legge nell’ordinanza dell’inchiesta sfociata poi in arresti e avvisi di garanzia – che lede e ferisce, tra l’altro, sentimenti molto delicati e sacri come quelli relativi alla pietas dei cari estinti delle persone offese e di un’intera comunità, si staglia la totale assenza, negligentemente complice della locale Amministrazione Comunale». Ciò che emerge è che nel corso delle indagini della Procura, gli inquirenti hanno registrato «evidenti negligenze a carico dei vertici pro tempore del comune di Monreale e degli Uffici Asl competenti per territorio, per un inspiegabile immobilismo che dovrà essere oggetto di ulteriori approfondimenti ad esito delle valutazioni giurisdizionali e sugli elementi sin ora raccolti a carico dei soggetti indagati”.

I Pm non riescono quindi a non immaginare che enti locali e istituzioni preposte ai controlli sanitari non fossero a conoscenza che all’interno del cimitero di San Martino, peraltro saturo da anni, venissero seppelliti altri defunti. All’interno dell’abbazia Benedettina non è stato trovato alcun registro di riscontro delle salme sistemate nel cimitero. Sono stati trovati però alcuni documenti, permessi di seppellimento con i quali veniva autorizzato il trasporto delle salme, emessi sia dal comune di Palermo, che ne dava notizia al comune di Monreale e ne chiedeva notifica di ricezione, sia dallo stesso comune di Monreale. Le prime date dei permessi risalgono al 1994.

Per i Pm inoltre le autorità comunali avrebbero dovuto svolgere a pieno la propria azione di regolamentazione, pianificazione, vigilanza e controllo sul cimitero di San Martino delle Scale, che «appare come un cimitero fantasma pur sito in quel comune», si legge nelle conclusioni del Pm. Intanto il sindaco di Monreale Piero Capizzi ha ordinato l’avvio di un’indagine interna al comune normanno. «Stiamo cominciando ad acquisire gli atti delle autorizzazioni al seppellimento rilasciate dal comune per capire se le istruttorie esperite sono corrette», fa sapere il primo cittadino.

A capo della squadra che si occuperà di scandagliare gli archivi c’è il segretario generale Domenica Ficano, come responsabile dell’anticorruzione e trasparenza amministrativa. Nel team anche alcuni dirigenti competenti. I primi esiti delle indagini saranno trasmessi ai magistrati. «Dobbiamo capire se le istruttorie venivano fatte in maniera corretta a Monreale – afferma Capizzi -. Negli anni sono pochissime le salme di cittadini monrealesi che risultano tumulate a San Martino».

Capizzi risponde anche sulle accuse di negligenza e immobilismo mosse dai Pm di Palermo. «L’autorità comunale ha l’obbligo di vigilare e controllare anche sui cimiteri privati, ma come si deve espletare l’attività di controllo e di vigilanza? – continua il sindaco – Nel momento in cui viene inviata una segnalazione, l’attenzione diviene massima. Se si sono verificati comportamenti negligenti, questi saranno segnalati. Posso escludere che ci siano stati comportamenti intenzionali di connivenza o collusione, tra l’altro nemmeno l’Asp ha fatto segnalazioni sullo stato del cimitero. Se avessi avuto un minimo dubbio o se avessi ricevuto una segnalazione su questa vicenda, avrei sicuramente agito di conseguenza». 

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