La festa del nostro paese che commuove, incanta e rende noi un popolo coeso

Meno spettacoli e più tradizione. Quest’anno ogni abitante ha focalizzato la propria attenzione sul Crocifisso, sulla tradizione, sull’importanza delle radici che ci legano alla centenaria leggenda

Monreale, 5 maggio 2018 – La festa del SS Crocifisso, una festività che si tramanda nei secoli, e il mese di maggio con i suoi profumi e le sue meravigliose rose comincia a Monreale con la favola antica di un Crocifisso trainato dai buoi che giunge fino alla nostra collina e diviene il simulacro più venerato dai monrealesi. Nei secoli la festa si è vestita di mille e più colori.
Corse dei cavalli, sbandieratori, giocolieri e anche profumi culinari che attraggono famelici avventori in cerca di cibi e prelibatezze di strada. Turisti deambulano per le strette vie, storditi dal bahilamme di suoni dei “tammurinari”e dalle “abbanniate”, e rimangono non meno esterrefatti dagli odori forti di stigghiola e milza, abbagliati dalle luminarie e catturati dai carretti multicolori, dai tamburelli e dai marranzani.
La festa del paese.

Quest’anno è stato un anno particolarmente difficile per il nostro comune, il deficit, i problemi finanziari e a tal motivo gli artisti e i cantanti famosi che da sempre hanno calcato il palco il 2 maggio non sono apparsi ad allietare la folla dei presenti. Sarà stata una perdita?
Il Monrealese doc è caratterizzato dalla “lamentela”, c’è caldo, troppo caldo,c’è la neve, troppo freddo. Il Monrealese non è mai contento di nulla.

Ma quest’anno si è avvertito un cambiamento di tendenza. È emersa una coscienza, i monrealesi si sono resi conto delle difficoltà oggettive che il comune sta attraversando e non ha usato l’usuale lagnanza per obiettare alla mancanza di un programma pieno di artisti, grandi personaggi del mondo dello spettacolo.
Ogni abitante ha focalizzato la propria attenzione sul Crocifisso, sulla tradizione, sull’importanza delle radici che ci legano alla centenaria leggenda. Le preghiere, le fotografie, i video, i canti, i balli, i cortei sono stati i protagonisti della festa.

Anche i più giovani hanno vissuto intensamente i giorni della festa, sono rimasti a Monreale, hanno riempito i locali, i pub, hanno scelto la loro città…non sono fuggiti come sempre nella vicina e rinomata Palermo.

Questa festa, di che se ne dica, unisce tutti, è la festa del nostro paese che commuove, incanta e rende noi un popolo coeso. Ora domenica la processione, sarà l’ultimo atto, il più atteso e amato da tutti noi.

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