«Mai più monrealesi». Non si ferma l’iter per l’annessione a San Giuseppe Jato. Presto il referendum

Il 5% del territorio monrealese, secondo il progetto, dovrebbe passare sotto l’egida del comune di San Giuseppe Jato

Monreale, 19 aprile 2018 – Monreale vuole tenersi stretto il proprio territorio. Le dichiarazioni dell’assessore Santo D’Alcamo prima, quelle del sindaco Piero Capizzi poi e la votazione del Consiglio comunale lo hanno chiarito. Le sitituzioni monrealesi sono contrarie al progetto di riordino territoriale avanzato da 159 monrealesi residenti a Dammusi, Signora, Bommarito e Ginestra, contrade che, a detta dei membri del comitato proponente, sono più legate per storia e vicinanza geografica, a San Giuseppe Jato. I servizi carenti, e assenti in qualche caso, che sono offerti dal comune normanno, che ora batte cassa con l’invio delle cartelle esattoriali arrestrate, sono le ulteriori motivazioni che hanno spinto le 159 persone a chiedere l’annessione al comune jatino. Il 5% del territorio monrealese, secondo il progetto, dovrebbe passare sotto l’egida del comune di San Giuseppe Jato. Lo stop del consiglio monreale però non sembra fermare il progetto secessionistico che potrebbe far scattare adesso la richiesta di un referendum.

Il comitato per il riordino trasferirà la documentazione finora prodotta agli organi regionali in attesa del via libera alla consultazione popolare. «Esprimiamo disappunto per la bocciatura della proposta in merito alla seduta del consiglio comunale di Monreale del 17 aprile – si legge in una nota del comitato per il riordino dei confini territoriali -, in quanto le motivazioni addotte dagli amministratori monrealesi non hanno fatto altro che rafforzare la nostra convinzione nell’andare avanti nel percorso già segnato dalla Legge Regionale 30/2000».

Le istituzioni normanne, secondo il comitato, avrebbero espresso una forma di «solidarietà di facciata». «Non è emersa alcuna analisi della proposta progettuale che ha ricevuto tutti i pareri tecnici favorevoli dagli uffici del comune di Monreale – ricorda Salvatore Bonfardeci, presidente del comitato -. Abbiamo ben compreso che l’amministrazione normanna non vuole rinunciare alle tasse che paghiamo ma non abbiamo sentito alcuna vera disponibilità nel cercare di comprendere le motivazioni che hanno portato alla nascita di questo comitato nè tantomeno eventuali soluzioni alle problematiche delle nostre contrade».

Quello che lamenta il gruppo è l’assenza di proposte da parte degli amministrazioni che si sono susseguite nel corso degli anni. «Abbiamo appreso che tutti, nell’amministrazione monrealese, sono a conoscenze delle nostre problematiche, ma non comprendiamo perché nessuno abbia mai speso una parola, sia stato presente, abbia avanzato qualche proposta per migliorare le condizioni di questi territori, nonostante le numerose richieste di confronto da noi avanzate negli anni».

L’iter verso l’annessione al comune di San Giuseppe Jato quindi non subirà battute d’arresto. L’Assessorato regionale alle Autonomie Locali, così come prevede l’art. 10 comma 2 della L.R. 30/2000, unitamente alle osservazioni dei cittadini e dei consigli comunali di San Giuseppe Jato e Monreale, valuterà la legittimità del progetto e procederà ad indire il referendum. «I cittadini finalmente potranno esprimersi – commenta il comitato -. Contiamo entro l’anno di definire questa complessa vicenda che non ha trovato il sostegno dei consiglieri comunali di Monreale (ad eccezione del consigliere del Movimento 5 Stelle Fabio Costantini, ndr), perché siamo stanchi di essere considerati solamente come dei contribuenti, vogliamo finalmente essere cittadini titolari di diritti e di servizi».

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