Arresto fratelli Caputo. Giancarlo Giorgetti (Lega): “La magistratura faccia il suo corso. Se sono colpevoli li condannino, anche pesantemente”

In queste ore i fratelli Caputo verranno sentiti dai magistrati che decideranno se assegnare una forma di misura cautelare o rimetterli in libertà

Monreale, 4 aprile 2018 – “Mi scusi non posso parlare”. È questa la replica dell’onorevole Alessandro Pagano, coordinatore della Lega di Matteo Salvini per la Sicilia occidentale. Una imbarazzante risposta alla richiesta di una sua dichiarazione sull’arresto dei fratelli Salvino e Mario Caputo. Era stato Pagano, rieletto deputato di “Noi con Salvini”, ad avere voluto con forza, ed ottenuto, che Salvino Caputo divenisse il coordinatore provinciale della campagna elettorale del partito alle scorse elezioni regionali di novembre, quando era poi stato Mario Caputo, all’ultimo momento, a prendere il posto in lista di Salvino, incandidabile secondo quanto previsto dalla legge Severini in seguito ad una precedente condanna ad un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio.

A dare una riposta ufficiale è invece il numero due del partito, Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera. A caldo, appena appresa la notizia, Giorgetti risponde ai microfoni di “Circo Massimo”: “Gli esponenti della Lega arrestati in Sicilia per voto di scambio? Che la magistratura faccia il suo corso e se sono colpevoli li condannino, anche pesantemente. Non credo siano gli unici sospettati in Sicilia per questo reato, vedremo. E’ in qualche modo sorprendente che l’unico caso di arresto per voto di scambio riguarda un partito che non è nella giunta e che non ha avuto un grande successo.

Noi abbiamo tantissimi personaggi nuovi, giovani che stanno crescendo. In alcuni casi, probabilmente, i riferimenti locali hanno sbagliato a puntare su situazioni che arrivavano dal passato. Sono degli errori da cui bisogna imparare“.

Salvino Caputo, è stato sindaco di Monreale dal 1995 al 1997 e dal 2000 al 2003. Poi vicesindaco nella giunta Di Matteo nel 2009. È stato anche deputato regionale, e per un periodo Benito Vercio, coinvolto nell’inchiesta “Voto Connection”, è stato il suo autista.

Dopo le regionali del 2017, nonostante il risultato lusinghiero conseguito da Mario Caputo, che aveva incassato 2.456 preferenze, Salvino non aveva più partecipato all’attività del partito. Alle consultazioni nazionali del 4 marzo non aveva preso parte alla campagna elettorale. Segno che le distanze erano già state prese dal partito di Matteo Salvini.

Questa mattina ai fratelli è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. Con molta probabilità in queste ore verranno sentiti dal magistrato che dovrà decidere se confermare una forma di misura cautelare o rimetterli in libertà.

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