Il dissesto finanziario è ufficiale non è più uno spettro. Capizzi: “Non è della mia amministrazione”

Guzzo, FI: “Capizzi valuti le dimissioni”. Russo, PD: “Come intende procedere? Con la stessa macchina che ha creato tutto questo?”

Monreale, 13 marzo 2018 – Da oggi il dissesto finanziario non sarà più uno spettro per Monreale. Ieri sera 21 consiglieri, un solo astenuto, di maggioranza e opposizione hanno votato favorevolmente al default del comune dichiarato dalla Corte dei Conti. Il passo successivo sarà l’insediamento dei tre commissari per la redazione del bilancio riequilibrato.

“Non è un dissesto della mia amministrazione ma della città di Monreale, se dovessi tornare indietro a tre anni e mezzo fa non avrei pensato di dover ragionare sul dissesto. La declaratoria di dissesto avrà delle conseguenze, ma non avrà una ricaduta sui cittadini o sui dipendenti comunali. L’amministrazione continuerà sulla stessa strada, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo dei progetti che riguardano le scuole, come la riapertura della scuola di via Polizzi e la scuola innovativa, la costruzione di un parcheggio a Pioppo”. Il Sindaco Capizzi prima di lasciare all’aula la presa d’atto e il voto, ha portato avanti un lungo ragionamento che, tra traguardi e insuccessi con il senno di poi, lo ha portato a pensare che forse sarebbe stato giusto “dichiarare il dissesto finanziario fin dall’inizio dell’insediamento“.

Se Capizzi a tratti si rivela rammaricato per quella decisione non presa ad inizio mandato, dall’altro è sicuro “non si tratta di errori intenzionali”. “Si commettono degli errori contabili – afferma – ma non si commettono perché si vogliono commettere o perché si voleva colpire qualcuno. Devo essere sincero su un passaggio, leggendo quelle delibere che parlavano di errore non è semplice individuarlo. Abbiamo chiamato anche un tecnico per capire cosa può essere successo. Non è un problema di intenzionalità o di mancata capacità. Abbiamo sbagliato, abbiamo commesso degli errori ce ne assumiamo la responsabilità. Abbiamo operato con massima prudenza. Abbiamo tagliato tutto ciò che si poteva tagliare, ma garantendo sempre i servizi essenziali, la manutenzione delle scuole, delle strade. Sono stati rimossi dei pali pericolanti sulle strade, su alcuni tratti della Circonvallazione abbiamo rimesso la luce”.

Secondo i consiglieri di opposizione appartenenti allo schieramento di Forza Italia il dissesto doveva essere dichiarato prima. Il Salva Napoli? Si tratterebbe dell’ennesimo errore. Tuttavia sono positivi, pensano che questo possa essere un buon punto di ripartenza magari con le dimissioni del sindaco.

Un intervento di caratura politica è quello del capogruppo di Forza Italia. Guzzo chiede al Sindaco di valutare le dimissioni “ridarebbero dignità alla sua figura istituzionale”. Ai dem dice di “vergognarsi” per il partito che rappresentano. Pensa che sia inutile il loro tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità nascondendosi tra le fila dell’opposizione. “Non siete riusciti e non riuscirete ad ingannare i cittadini, i numeri delle elezioni lo dimostrano”. L’attacco del consigliere poi si sposta verso quella maggioranza che “con i trasformismi ha cercato di mischiare le carte spacciandosi per un centro destra ma che centro destra non è”.

“Il dissesto è una delle pagine più buie della storia di Monreale e di fatto è il fallimento di un’intera generazione di classe politica – afferma Guzzo – questo voto mi rattrista e addolora ma dal mio punto di vista, per la città rappresenta una vera e propria ripartenza”. Il consigliere di opposizione che aveva votato NO alla delibera Salva Napoli, oggi ha espresso voto favorevole. “Credo che votare il dissesto sia doveroso per dare la possibilità a chi ha le competenze e le capacità di comprendere quale sia la situazione delle casse comunali e come si è creato tutto questo“.

“Oggi si chiude un percorso durato circa tre anni fatto di errori e di incompetenza di cui abbiamo ampiamente parlato in passato – prosegue – si è vero il dissesto finanziario non si può attribuire completamente a questa amministrazione, che però non è stata completamente in grado di raddrizzare le cose e di lavorare correttamente per uscire da questa difficile situazione, anzi le cose si sono aggravate a tal punto da fare ritenere che non avessimo più altra possibilità se non dichiarare il dissesto. Ci sono state raccontate tante cose, che non avevamo più debiti, che i conti erano in ordine, che era stato fatto un buon lavoro. Affermazioni puntualmente smentite dalla Corte dei Conti. E il tentativo di nascondere la reale situazione ha portato questo consiglio a tentare una procedura come il Salva Napoli, palesemente inutile, che serviva solo a salvare gli attori protagonisti che hanno determinato la grave crisi finanziaria del comune di Monreale, come da me dichiarato con fermezza all’atto della votazione della delibera a cui mi sono opposto e che è stata immediatamente respinta dalla Corte dei Conti dichiarandola irricevibile. Dalle sentenze della Corte dei Conti emergono dei fatti gravissimi. Bilanci falsificati, nuovi debiti creati tenuti nascosti, mancati accantonamenti di quanto anticipato dallo stato per pagare i debiti, una sostanziale incapacità di gestire le regole di finanza pubblica e di gestire correttamente la cosa pubblica. Tutto questo mentre la maggioranza e il Pd in particolare, pensava solo ai ricatti per ottenere questo o quel vantaggio politico, questo o quell’Assessorato bloccando la macchina amministrativa e fregandosene del danno che veniva fatto alla città e ai cittadini”.

Come intende procedere? Con la stessa macchina che ha creato tutto questo? Sono le domande che il capogruppo dei dem, Russo, rivolge al sindaco. “Oggi ci troviamo a votare una delibera di dissesto finanziario. Dove sono stati estinti 32milioni di debiti, rimangono quelli potenziali. Sono stati commessi degli errori gravi, sono stati occultati reiteratamente dei dati, ma che un errore si possa ripetere più volte…. La Corte dei Conti in diverse occasioni ha chiesto all’amministrazione di sistemare le cose che non andavano ma tutto questo non è stato fatto, quindi non è stato portato avanti il piano di riequilibrio secondo quello che ci chiedeva l’organo”. Russo dopo replica all’attacco al suo partito da parte di Guzzo. “Le ricordo che i 32 milioni di euro di debiti sono nati in un arco temporale in cui era il suo partito a governare, dagli anni ’90 in poi. Quindi è stato il suo partito a crearli, però sono stati azzerati dall’amministrazione in cui c’era anche il PD”.

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