Lago Poma. Preoccupa l’estate, a rischio 7 mila ettari di colture e posti di lavoro

Il Comitato Invaso Poma lancia l’allarme criticando le scelte dell’Amap sulla mancata turnazione

Partinico, 24 febbraio 2018 – «La grave crisi idrica dell’invaso Poma, seppur mitigata dalle recenti piogge, ha messo in evidenza come nel Comprensorio la mancanza anche nel recente passato di una razionale politica sia della gestione che della distribuzione delle risorse idriche abbia provocato l’attuale grave crisi i cui effetti saranno disastrosi non solo per gli usi civili ma sopratutto per la nostra agricoltura». A dichiararlo è Antonio Lo Baido, portavoce del Comitato Invaso Poma. 

Per i membri del comitato nato a difesa del lago artificiale, nato dalla costruzione della diga sul fiume Jato, non è più rinviabile un intervento drastico e rapido nella soluzione di alcuni problemi strutturali che, secondo il gruppo, sarebbero di competenza della Regione e del Consorzio di Bonifica. Le problematiche connesse all’invaso saranno presentate dal comitato pro invaso Poma durante i lavori dei Consigli comunali congiunti dei Comuni interessati all’utilizzo delle risorse dell’invaso e per usi civili e per l’agricoltura e che avrà luogo il 14 marzo alle ore 17,30 presso la Cantina Borbonica. Le problematiche saranno sottoposta all’attenzione dell’assessore regionale all’Agricoltura.

«Il Comitato Invaso Poma – si legge in una nota – ritiene gravissima e irresponsabile l’azione dell’Amap di Palermo che, seppur sollecitata criticamente dal dipartimento regionale all’Energia a razionalizzare la distribuzione delle risorse, non intende accogliere richieste che vanno nella direzione di una necessaria turnazione dell’acqua per la città di Palermo». Secondo il comitato la politica imposta dai vertici della società municipalizzata palermitana «si manifesterà disastrosa non solo per l’agricoltura del comprensorio con oltre 7 mila ettari di colture irrigue ma anche per le vicine città costiere che in estate non potranno usufruire dell’acqua dell’invaso indispensabile per sostenere la presenza di migliaia di ospiti che danno lavoro e reddito alle tante famiglie la cui unica fonte è il turismo stagionale».

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