Emergenza giovanile, Mons. Pennisi: “Comune, parrocchie, scuole, associazioni e genitori devono collaborare”

“Mezzi di comunicazione sociale incontrollati, sale gioco pericolose, comunicazione familiare assente, si diserta la scuola. Per i giovani di Monreale si può fare di più”

Monreale, 15 febbraio 2018 – Continua a bussare alla porta della cronaca l’emergenza giovanile. Le settimane scorse alcuni episodi di atti vandalici hanno sollevato qualche bufera mediatica. Nel web incalzano le critiche, i cittadini chiedono interventi.

Prima di aprire una riflessione sui ragazzi fautori dei gesti di cui Monreale è testimone “bisogna determinare le cause“, spiega a FiloDiretto l’arcivescovo di Monreale, S. E. Mons. Michele Pennisi. “Non conoscendo le persone si possono fare solo teorie – prosegue – e i trattati di criminologia ne sono pieni. Prima di dare delle risposte bisogna fare un’indagine, questi ragazzi spesso sfuggono alla scuola e alla chiesa. Servirebbe che un assistente sociale, un sociologo, un sacerdote, un giovane come loro indagasse per capire da dove provengono, se frequentano la scuola, qual è la loro età, e capire cosa ci sta dietro”. 

Mons. Pennisi sul tema disagio/emergenza giovanile esorta il Comune, le Parrocchie, le Scuole, le Associazioni e i Genitori a una fattiva collaborazione tra le parti. “Solo lavorando in sinergia si può combattere il fenomeno dell’emergenza giovanile. “Sicuramente – continua – si potrebbe fare di più per i giovani del territorio, sono ragazzi che cercano di affermare la propria autonomia e vanno accompagnati. Non bisogna sottovalutare le loro azioni, ma bisogna intervenire in tempo, per prevenire l’insorgere di casi di bullismo o addirittura di adesione alla criminalità organizzata. Occorre prevenire”. 

Per l’arcivescovo di Monreale alla base c’è un sistema da rivedere. “Occorre fare un intervento globale. I mezzi di comunicazione sociale sono incontrollati, le sale gioco sono pericolose, la comunicazione familiare è assente, si diserta la scuola”. Su questi temi ricorda come sia compito delle varie agenzie intervenire. “La mia visita pastorale nelle parrocchie mi darà la possibilità di capirne di più”. 

“Prima esistevano gli oratori dove si giocava al bigliardino ed erano controllati dagli adulti, oggi i ragazzi si vedono nelle sale gioco, le autorità devono essere incisive e vigilare sui minori”. Nel comune di Montelepre l’arcidiocesi ha avviato un progetto sulla Ludopatia.

A Monreale l’apostolato dell’oratorio non esiste purtroppo, a parte gli Scout in Cattedrale poche attività nelle parrocchie vengono dedicate ai giovani. “In estate si svolgono i grest, ma per estendere le attività anche in inverno mancano gli animatori”, spiega Mons. Pennisi a proposito dell’assenza degli oratori. “Nel centro storico mancano i luoghi adatti a svolgere le attività giovanili, non ci sono locali con spazi esterni adatti ai ragazzi che hanno bisogno di giocare all’aria aperta. Non si possono invitare i giovani in sacrestia. Occorrerebbe individuare degli spazi nella Conca D’Oro”. Quest’anno in tre città, Capaci, Balestrate, Cinisi, e a Villaciambra, frazione di Monreale,  si stanno realizzando degli oratori che stanno portando avanti attività per contrastare il bullismo. “Abbiamo messo a disposizione i locali di Palazzo Ignazio Sgarlata agli educatori dell’associazione Relattiva che si vogliono occupare di preparare gli animatori per il grest, inoltre sono disposti a svolgere attività per ragazzi”.

Il ruolo della famiglia è fondamentale per i giovani. Ma in che modo la chiesa sostiene la genitorialità a Monreale? “I genitori spesso sono i sindacalisti dei figli – commenta i vari fatti di cronaca Mons. Pennisi – situazioni che derivano da un’emergenza educativa. La chiesa incontra i genitori nel momento della Prima Comunione e della Cresima ma si può fare di più come una scuola per genitori”. Al momento l’incontro è in corso a Terrasini, Corleone e Villaciambra con il supporto del pedagogista dott. Sgroi che aiuta i genitori a dialogare. “Oggi non si può educare come una volta ma dialogando – continua – ascoltando i bisogni dei figli e sapendo dire anche di no”.

“Bisogna investire di più in educazione scolastica”, sostiene Mons. Pennisi. A proposito pensa anche ad un’ipotesi di apertura pomeridiana delle strutture, dove in assenza di personale si potrebbe lasciarle gestire anche a delle associazioni di genitori. Poi ricorda l’importanza dell’assistente sociale, “ogni scuola dovrebbe averlo”. A sostegno dei giovani monrealesi la Caritas svolge attività di doposcuola nei locali del Sant’Isidoro. Inoltre, dopo la messa in sicurezza ridarà alla comunità il campetto di Tre Canali.

Per l’anno prossimo in Sicilia il Governo vuole investire 90milioni di euro per la sicurezza e la legalità. Spero che “i piccoli comuni non restino fuori per ritardi nel presentare i progetti o anche per incapacità”, conclude.

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