Intravaia: “Onoro i miei impegni. Il sindaco/avvocato la mattina invece sempre in Tribunale”

“Naimi e Valerio mantengono ancora il doppio incarico consigliere-assessore. Un’altra “discrepanza” del primo cittadino”

Monreale, 8 febbraio 2018 – “Non accetto lezioni di moralità e rispetto per le Istituzioni da chi antepone la sua carriera professionale agli interessi della città. Fino ad oggi, pur fra mille difficoltà, ho onorato i miei impegni nel migliore dei modi, mentre nessun cittadino può dire di avere mai trovato il sindaco Piero Capizzi in Sala Rossa di mattina, perché sempre impegnato in tribunale, nella sua veste di avvocato”.

Dopo la querelle tra il consigliere Marco intravaia e il sindaco Piero Capizzi scoppiata in seguito alla visita pastorale dell’Arcivescovo agli amministratori monrealesi, il piano dello scontro si sposta su un livello più politico.

Intravaia, accusa il primo cittadino di travisare la realtà. “Dei consiglieri presenti, ad esempio, due siedono in giunta con lui: Paola Naimi e Geri Valerio; uno è il presidente del Consiglio Giuseppe Di Verde, quindi i consiglieri a partecipare sono stati soltanto due. Una magia algebrica”.

Ma Intravaia solleva un’altra questione. “I due assessori ricoprono ancora il doppio incarico quando, mi sembra di ricordare, insieme a tutti gli altri cittadini monrealesi, che il primo cittadino avesse assicurato nella sua giunta soltanto la partecipazione a soli assessori, cioè nessuno avrebbe ricoperto tale carica senza prima essersi dimesso da consigliere. Un’altra “discrepanza” del primo cittadino”.

“Sono certo – ha concluso Intravaia – che nessuno in Consiglio comunale intendeva mancare di rispetto all’arcivescovo ma che, più semplicemente, non è riuscito ad organizzarsi a causa del preavviso ricevuto con scarso anticipo”.

Il consigliere invia in redazione la comunicazione inviata dall’ufficio di Presidenza in cui si annuncia la visita pastorale di sua Eccellenza, monsignor Michele Pennisi, “pervenuta soltanto nella mattinata di lunedì. Sono certo che, a sua volta, l’ufficio deve averla ricevuta poco tempo prima di diramarla ai consiglieri; come sono altrettanto certo che il sindaco ne era a conoscenza da oltre un mese”. “Sono certo – ha concluso Intravaia – che nessuno in Consiglio comunale intendeva mancare di rispetto all’arcivescovo ma che, più semplicemente, non è riuscito ad organizzarsi a causa del preavviso ricevuto con scarso anticipo”.

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