La biblioteca comunale di Monreale. Destinata a rimanere vuota?

Connessione internet assente, nessun quotidiano, libri vecchi, aperta solo per due pomeriggi

Monreale, 05 gennaio 2018 – Le biblioteche comunali sono ormai soggette ad una radicale trasformazione. Da luoghi di semplice consultazione di libri, sono diventate negli anni (anche) audioteche, videoteche, dotate di postazioni internet per facilitare le ricerche, sono divenute sempre più centri culturali dove presentare libri, ascoltare musica dal vivo, ammirare mostre fotografiche o quadri, o dove incontrare e dibattere con magistrati, filosofi, giornalisti, donne e uomini di cultura.

Insomma centri sempre più vitali, dove riunirsi, associarsi, fare “cultura”.

Con questi auspici è risorto a Monreale, nel cuore della città, l’ex ospedale Santa Caterina, battezzato con il nome di “Casa Cultura Santa Caterina”, voluto fortemente dall’ex assessore Nadia Olga Granà, che ne ha inaugurato l’apertura nel novembre 2016, assieme all’assessore Giuseppe Cangemi. Un impegno proseguito poi dall’assessore Nadia Battaglia nel proporre la biblioteca comunale quale polo culturale monrealese. Da circa due settimane il passaggio di consegne al nuovo assessore Paola Naimi.

Nonostante l’esiguità di risorse economiche sono stati organizzati vari eventi, alcuni di indubbio valore, che hanno saputo richiamare studenti delle scuole e di tanto in tanto anche un discreto numero di cittadini. Una partecipazione che però si è limitata agli incontri programmati o alle inaugurazioni di mostre.

I banchi rimangono vuoti per ore, alcuni giorni per intere mattinate

Al di fuori di questi momenti la biblioteca comunale perde vita, i banchi rimangono vuoti per ore, alcuni giorni per intere mattinate. Un luogo che dovrebbe essere un brulicare continuo di giovani si trasforma in una desolata piazza di periferia.

E’ un aspetto sul quale la politica monrealese dovrebbe interrogarsi maggiormente, fare una profonda riflessione, e trovare delle soluzioni. Innanzitutto va superata la limitata apertura pomeridiana, ricondotta a due soli giorni. Se la maggiore utenza di una biblioteca dovrebbe essere costituita dai ragazzi delle scuole, si comprende bene come ridurre ai soli martedì e giovedì l’accesso pomeridiano sia un controsenso. Certamente l’amministrazione comunale dovrebbe spostare e destinare a Casa Cultura Caterina maggiore personale e ampliare gli orari di apertura, anche scontrandosi contro le abitudini degli impiegati comunali.

Ma il principale presupposto affinché la città viva la biblioteca comunale è certamente renderla appetibile, e quindi dotarla di una buona offerta.

Mancano i quotidiani, libri aggiornati, una postazione internet

Una biblioteca si può definire tale se l’utente vi ha la possibilità di consultare quotidiani, riviste, di avere postazioni internet che gli permettano di fare ricerche nella rete. Di avere libri aggiornati, suddivisi per aree tematiche. Una biblioteca che consenta anche ai genitori di portare i propri bambini per farli innamorare della lettura. Oggi tutto questo non c’è, e probabilmente non ci sarà. Perché è necessario fare un investimento che il comune in dissesto, è quanto ci viene ripetuto, non può permettersi.

In diverse città italiane la biblioteca si è aperta a gruppi e associazioni, diventa un luogo di riflessione, di confronto e condivisione, al centro di una rete di istituzioni culturali. E’ quello che manca a Monreale, dove i giovani non riescono ad incontrarsi per mancanza di locali, nonostante più volte l’esigenza sia stata manifestata all’amministrazione.

Chiusa il pomeriggio ad eccezione del martedì e del giovedì

In un contesto culturale in cui sempre meno persone leggono libri, la biblioteca comunale può, deve svolgere un ruolo attivo nel favorire e nutrire l’interesse per i libri e la lettura.

Condizione necessaria è che vi siano libri moderni, per bambini, ragazzi, adulti, e che la biblioteca sia fruibile soprattutto di pomeriggio. Condizioni al momento quasi assenti, e i banchi del “Casa Cultura Caterina” non potranno che essere destinati a rimanere vuoti.

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