Scommesse clandestine. Arrestato l’imprenditore partinicese Benedetto Bacchi con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa VIDEO

Il re delle scommesse finisce in carcere. Spiccate più di trenta misure cautelari. Sequestrate quaranta agenzie di scommesse

Palermo, 1 febbraio 2018 – Da Partinico a Palermo. Un giro di affari enorme che poggia intorno al giro delle scommesse. È il business nel quale aveva investito Benedetto Bacchi, arrestato questa mattina con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, al termine dell’indagine  della Procura di Palermo, coordinata dal Procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituiti Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia.

Con l’operazione di questa mattina sono state spiccate più di trenta misure cautelari, per lo più in carcere o agli arresti domiciliari. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, alla truffa ai danni dello Stato. Sequestrate più di quaranta agenzie di scommesse.

L’imprenditore partinicese, uno dei leader del settore delle scommesse in Sicilia e in Italia, aveva cercato di estendere il suo giro a Palermo, attraverso il legame con un altro mafioso di Partinico, Francesco Nania, e confidando nell’accordo con i boss di Resuttana, che gli avrebbero spianato la strada con le altre famiglie palermitane entrate in affari con lui. L’obiettivo era di costringere tutti gli altri centri scommesse della città ad entrare nel suo gruppo.

Secondo gli inquirenti a Bacchi sarebbero riconducibili circa 700 agenzie in Italia con un giro di affari di un milione di euro al mese. I poliziotti della Squadra Mobile di Palermo, diretti da Rodolfo Ruperti, lo hanno arrestato questa mattina. All’interno del giro di Benedetto Bacchi rientrano anche diverse agenzie di scommesse appartenenti ad altri mafiosi e le macchinette di video poker presenti in diversi bar di Palermo.

Secondo i magistrati Bacchi avrebbe goduto anche di rapporti privilegiati all’interno della pubblica amministrazione che gli avrebbero permesso di fare crescere il suo impero illegale. Grazie alla complicità di Michele De Vivo, insospettabile commercialista campano che fungeva da prestanome, Bacchi era anche riuscito a creare un fiorente mercato di import-export di prodotti alimentari con gli Stati Uniti. Gli inquirenti sono arrivati alle loro conclusioni anche grazie alle dichiarazioni del pentito Sergio Nacaluso e di Filippo Bonanno, che a dicembre 2017 sono stati arrestati in quanto accusati di appartenere al mandamento di Resuttana.

 

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