Monreale in dissesto: «Triste epilogo per un comune prestigioso». «Spregiudicata condotta del sindaco»

La Corte dei conti ha di fatto mandato l’ente monrealese verso il dissesto finanziario

Monreale, 25 gennaio 2018 – A Monreale i conti sembrano non tornare più già da qualche mese e alla fine il responso è arrivato dalla sezione di controllo della Corte dei Conti: Monreale è in dissesto finanziario. Non sarà possibile per Monreale cogliere al volo l’opportunità offerta dalla Legge di Stabilità 2018 che concede ad alcuni comuni la possibilità di presentare un nuovo Piano di riequilibrio. La Corte dei conti ha di fatto bocciato tale ipotesi mandando l’ente monrealese verso il dissesto finanziario. Il consiglio, dopo l’insediamento di un commissario, dovrà prenderne atto, al contrario sarà sciolto.

Se per il consigliere comunale Marco Intravaia quella di oggi «è una notizia triste per la nostra città, ma inevitabile» (leggi qui le dichiarazioni), per Sandro Russo, capogruppo del PD al consiglio comunale, non è affatto una sorpresa. «Apprendiamo senza sorpresa della notizia che il comune di Monreale ha avuto respinta la richiesta di adesione al “salva Napoli” per evitare il dissesto – afferma a Filodiretto Russo -. Come avevamo detto in consiglio comunale, l’amministrazione stava operando una mossa disperata per tentare di salvare se stessa, forzando l’interpretazione di una legge chiara ed inequivocabile». Il capogruppo PD ricorda che aveva già evidenziato in consiglio l’impossibilità del comune di rientrare nel decreto salva Napoli. «Oggi possiamo dire che avevamo ragione ma siamo rimasti inascoltati. Adesso non vorremmo che a pagarne le spese fosse il consiglio comunale con il suo scioglimento come prevedrebbe la legge». Russo rimprovera al Presidente del consiglio «una grave omissione», come lo stesso la definisce. «Di Verde di Cantiere Popolare, si è ostinato a non convocare il consiglio entro i termini fissati dall’assessorato regionale agli enti locali pertanto lo esortiamo a convocare il consiglio comunale immediatamente affinché l’amministrazione venga subito a riferire e ci si adoperi per impedire che quest’amministrazione deleteria per la città, resti senza controllo e contrappeso democratico. Ovviamente ci sarà tempo per individuare le gravi responsabilità ed i danni arrecati al comune dalla spregiudicata condotta del sindaco e della sua minoranza a sostegno».

Il responso dei giudici contabili non ha colto di sorpresa nemmeno il consigliere Giuseppe Romanotto. «Non mi aspettavo un esito diverso da quello che ha deciso la Corte dei Conti – afferma l’esponente di Monreale al Centro -. Avevo anticipato e argomentato nell’ultimo Consiglio comunale che non avevamo i requisiti per beneficiare della norma Salva Napoli. L’attuale amministrazione ha dimostrato la sua incapacità fino al dissesto». Romanotto sottolinea inoltre come l’amministrazione sia stata bocciata per la terza volta dalla Corte dei Conti. «Con quale credibilità potrà ancora governare questa amministrazione? – conclude – Non si può amministrare una città utilizzando il metodo per tentativi». Si tratta della cronaca di una morte annunciata per il collega Giuseppe La Corte. «Non possiamo sicuramente gioire a questa notizia ma nemmeno possiamo manifestare sorpresa – afferma – Sapevamo già da tempo che le condizioni economiche in cui versava il nostro comune erano tali da precludere qualsiasi aiuto. I nostri interventi in consiglio comunale erano frutto di una attenta analisi e per questo eravamo certi di non avere i requisiti per rientrare nel decreto salva Napoli». Quello giunto oggi, secondo La Corte è un «triste epilogo per un comune ricco di storia e di prestigio come Monreale».

Per Massimiliano Lo Biondo si tratta di «una sconfitta che in primo luogo danneggia la città e i cittadini». «Tocca al Sindaco fare chiarezza – afferma l’esponente del movimento #Oltre -. Ci si aspetta un’analisi chiara, che venga indicata una prospettiva e soprattutto senso di responsabilità».

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