Mafia, Biondino e Lo Iacono restano in carcere. «Stavano per darsi alla latitanza»

Non sono stati convalidati invece i fermi di due coindagati: Salvatore Ariolo e il tunisino Ahmed Glaoui

Palermo, 24 gennaio 2018 – Erano stati arrestati lo scorso 21 gennaio con l’accusa, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsioni. Arriva oggi la convalida degli arresti. Il gip Fabrizio La Cascia ha confermatto i fermi disposti dalla Procura di Palermo nei confronti di Giuseppe Biondino, figlio del boss Salvatore, meglio conosciuto come l’autista di Totò Riina, e Francesco Lo Iacono, nipote dello storico boss di Partinico.

Salvatore Biondino, è considerato il nuovo capo del mandamento mafioso Palermo-San Lorenzo ed è accusato di associazione mafiosa. Francesco Lo Iacono sarebbe secondo gli investigatori, il mandante di un attentato incendiario che distrusse una concessionaria di auto di Partinico. Per Biondino e Lo Iacono il Giudice per le indagini preliminari ha deciso la misura cautelare in carcere. I due stavano infatti progettando la fuga.

Non sono stati convalidati invece i fermi di due coindagati: Salvatore Ariolo e il tunisino Ahmed Glaoui, accusati di estorsione. Il Gip però ha disposto per tutti e due il carcere. Per Bartolomeo Mancuso, accusato di estorsione, il Gip ha deciso la scarcerazione.

 

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