“Tra mare e cielo”, l’opera del maestro Benedetto Norcia in ricordo di Giuseppe Tusa

Era il 7 maggio 2013: Giuseppe Tusa era rimasto vittima dell’impatto tra la nave Jolly Nero e la torre dei piloti a Genova

Palermo, 19 gennaio 2018 – Oggi pomeriggio, alle ore 15,30, presso il largo Giuseppe Tusa a Milazzo avverrà la presentazione dell’opera scultorea in memoria di Giuseppe Tusa. Presenzieranno le autorità civili e militari.

Il bozzetto dell’opera

“Tra mare e cielo” è il titolo dell’opera realizzata dall’artista monrealese Benedetto Norcia, conosciuto in Italia e all’estero.

La scultura rappresenta la nave che impatta…era la notte del 7 maggio 2013. Il motore del cargo Jolly Nero durante la manovra di uscita dal porto di Genova si spense e andò ad impattare contro la torre dei piloti: 9 morti, 6 di questi erano militari.

Giuseppe Tusa, un giovane militare della guardia costiera, rimane ucciso quella notte. Aveva 30 anni e proveniva da Milazzo.

Benedetto Norcia ferma l’immagine e la cristallizza nell’attimo prima dell’impatto, la mano di Poseidone fuori escono dal mare per fermare la nave che si dirige verso la torre ma neppure la potenza del Dio riesce a mutare il volere del destino.

L’opera è stata realizzata con delle lamine metalliche policrome, il palo e la prua colorano di grigio. La scelta del grigio è in antitesi ai colori della chioma e del mare. La chioma dell’albero è la rappresentazione plastica di Giuseppe Tusa, lo ritrae nelle note che risaltano sulle fasce e nei nodi da marinaio. Il giovane era un cultore della musica e del mare.

Lo scultore entra nella scena e attraverso l’uso sapiente del colore tratteggia l’uomo che indossa la divisa ma che ha un cuore, dei valori e dei sentieri. Le fasce colorate di giallo e arancio sono, infatti, l’intimo dell’uomo, i colori freddi rappresentano la rigida disciplina militare.
L’intera scultura si poggia su un basamento colore azzurro che rappresenta il mare.
L’arte diventa, ancora una volta, lo strumento che permette di eternare la memoria di un popolo e si fa storia muta da leggere con la sensibilità dell’anima.

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