Il Sogno di Guglielmo. Un libro da leggere e tramandare

A casa cultura santa Caterina è avvenuta la presentazione del libro di Gildo Matera

Monreale 3/1/2018 – Nel pomeriggio del 3 gennaio presso la casa cultura santa Caterina è avvenuta la presentazione del libro di Gildo Mater “Il sogno di Guglielmo” a cura di Davide Matera e Andrea Le Moli. Si tratta di un testo teatrale ma che ben si presta per l’uso di un linguaggio ricco e pieno ad essere letto ed interpretato da un lettore che diventa pubblico davanti al palcoscenico delle descrizioni e dei personaggi.

L’apertura della presentazione è stata lasciata all’intervento del vicesindaco Giuseppe Cangemi che ha ringraziato la casa editrice The Freak per aver scelto ancora una volta Monreale per la presentazione di un nuovo libro, il terzo. La parola è stata poi presa da Pietro Maria Sabella prima e da Valerio Tripoli entrambi curatori e editori di The Freak. Sia l’uno che l’altro si sono soffermati sull’importanza che un testo può avere se riedito come nel caso de “Il sogno di Guglielmo” per promuovere sia nel nostro paese che all’estero la bellezza della nostra storia e Delle nostre tradizioni. 

Il linguaggio del testo è quello della schizofrenia tra il parlare del potere che usa il dire attraverso gli editti e il dire che è la ricchezza del cuore e degli occhi dei Siciliani. Ma è anche il linguaggio di Veneziani, di Normanni, di maestranze che distanti e discordanti trovano la loro Koinè proprio nel parlato siciliano, loro “Santiano” imprecano cioè in siciliano. Tutti loro hanno un sogno che collima con quello di Guglielmo, la costruzione della Cattedrale e del volto del Pantocratore.

Monica Andolina e Roberta Spicuzza hanno magistralmente letto alcune pagine del libro accompagnati dal sottofondo musicale di Marcello Matera.

La prefazione è stata curata dal prof. di Storia e filosofia dell’Università di Palermo, Andrea Le Moli. Lo studio linguistico è stato curato dal docente di lettere Giuseppe Spinnato e dal dottore di ricerca in linguistica Noemi de Pasquale, i quali si sono soffermati sull’importanza del linguaggio orale che al tempo di Guglielmo era l’unico accesso per il popolo alla conoscenza. Infatti le numerose anafore ricordano l’importanza della “Vox”…diciunu ca, si cunta ca…Questa è la volontà dell’autore che sapientemente usa il siciliano per far arrivare al lettore/spettatore gli odori di zagara e gelsomino e la realtà storica e umana dell’epoca.

Un libro da leggere, custodie e tramandare. 

La manifestazione si è conclusa con i ringraziamenti del Sindaco Piero Capizzi grato per l’opera di questi giovani editori che promuovono la nostra cultura nel mondo.

Foto in galleria di Gabriele Volpetto 

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