Emergenza rifiuti. I Cinquestelle a Musumeci: «Togli alla mafia il business del secolo»

Ieri l’incontro sindaci-Ecoambiente-dirigenti ma il problema delle discariche piene resta vivo

Palermo 21 dicembre 2017 – «Il caos rifiuti con il mancato conferimento a Bellolampo per il comuni della fascia nord dell’area palermitana e trapanese è a nostro avviso una emergenza pilotata». La denuncia arriva dai deputati dell’Assemblea Siciliana del Movimento 5 Stelle che vogliono fare luce sulle recenti vicende. «La Regione Siciliana continua a non dotarsi del piano regionale dei rifiuti – lamentano – ma soprattutto pare che abbia come obiettivo finale, quello di favorire l’incenerimento e avvantaggiare società private, in questo caso approfittano di una situazione di emergenza per aumentare le quantità di rifiuti trattati senza procedere a modifiche dell’impianto».

In merito alla chiusura della discarica di Bellolampo. Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti con un provvedimento del 14 dicembre scorso aveva disposto che i comuni autorizzati al conferimento, tra i quali Monreale, Corleone, Altofonte, San Cipirello, a decorrere dal 18 dicembre avrebbero dovuto conferito l’indifferenziata presso l’impianto mobile di Ecoambiente S.r.l.. Ma gli autocompattatori del territorio comunale che si sono recati lunedì 18 presso la discarica palermitana hanno trovato i cancelli della discarica chiusi e la stessa cosa si è verificata anche il 19 e il 20. Nella giornata di ieri, nel corso di un incontro tra i vertici della Ecoambiente e numerosi sindaci dei comuni della provincia di Palermo, è stata scongiurata la tanto paventata emergenza rifiuti.

«Questa ennesima situazione emergenziale – spiegano i deputati – serve probabilmente a giustificare la realizzazione di inceneritori, termovalorizzatori o gassificatori. Fra l’altro oltre al danno la beffa: tra le maggiori vittime di questa situazione emergenziale di discariche che negano l’accesso ad alcuni comuni, ci sono proprio quelli virtuosi, come Alcamo, che ha superato il 65% di raccolta differenziata, Castellammare e Bagheria che hanno investito e che rischiano di dover andare incontro ad ingenti costi di conferimento e trasporto in altre province». Durante la riunione di ieri, avvenuta presso l’assessorato all’Enegia, sarebbe stato raggiunto un accordo di massima che autorizza temporaneamente gli autocompattatori a scaricare nell’impianto di pretrattamento di Rap, in attesa della disponibilità di quello della Ecoambiente. Comunque i rifiuti, in seguito alla triturazione, non potranno essere scaricati a Bellolampo, ma potrebbero essere trasferiti a Misterbianco, all’interno della discussa discarica di Oikos.

«La prima città che dovrebbe vedersi chiuse le porte della discarica – spiegano i parlamentari M5S – è proprio Palermo, la cui amministrazione, guidata dal sindaco Orlando è in pieno fallimento sul fronte della gestione dei rifiuti con una raccolta differenziata che non solo non decolla, ma non esiste nemmeno. Orlando non può decidere su Bellolampo, piuttosto ricordi che si tratta sì di un impianto di proprietà del Comune, ma è stato costruito con i fondi della Regione. Bisogna fare chiarezza sulle tariffe che incentivano Palermo a non differenziare”. I grillini invocano soluzioni più sostenibili. «Musumeci – concludono i deputati M5S – non ripeta gli errori di Crocetta, apra agli impianti di compostaggio pubblici ed realizzi un piano regionale dei rifiuti che strappi dalle mani alla mafia il business del secolo».

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