Laboratorio della droga allo Zen 2. In manette quattro persone

Colti sul fatto mentre con guanti indossati suddividevano la sostanza stupefacente in dosi e la confezionavano

Palermo, 19 dicembre 2017 – All’interno del quartiere “Zen 2”, in via Agesia di Siracusa, i Carabinieri della Compagnia di San Lorenzo hanno arrestato Neri Matteo nato a Palermo, classe 1977 sorvegliato speciale di P.S.; Bonfiglio Mirco Nicola nato a Palermo classe 1987; Lo Nardo Giuseppe nato a Palermo classe 1981. Coltivazione, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e furto aggravato Queste le accuse nei confronti dei tre persone arrestati.

I Carabinieri hanno accertato che nelle fondamenta di una palazzina era stata creata una stanza – bunker, adibita a laboratorio per lo smistamento della droga. All’interno della stanza sono stati rinvenuti kg. 4,250 di marijuana, suddivida in n. 5 buste e 15 lampade alogene nonchè materiale fertilizzante.

I Carabinieri hanno colto sul fatto i menzionati mentre, con guanti indossati, suddividevano la sostanza stupefacente in dosi e la confezionavano sotto la luce delle lampade la cui energia era fornita tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.

Nel medesimo contesto, in un altro padiglione, i militari hanno arrestato, Nicolosi Francesco, nato a Palermo, classe 1989, ivi residente responsabile dei reati di spaccio e detenzione illecita di stupefacenti.

I Carabinieri a seguito di un servizio di osservazione hanno appurato che, in ben due circostanze, il Nicolosi aveva ceduto della sostanza stupefacente custodita in un sacchetto collocato su di un albero non lontano da dove effettuava le operazioni di smercio.

A seguito della perquisizione del predetto i Carabinieri hanno rinvenuto gr. 32 – n. 26 dosi di hashish, gr. 8 – n. 10 dosi di marjuana e € 10, provento dell’attività illecita.

Gli arrestati: Neri Matteo, Bonfiglio Mirco Nicola, Lo Nardo Giuseppe sono stati tradotti presso la casa circondariale “Pagliarelli”, mentre il Nicolosi è stato tradotto presso l’abitazione in regime di arresti domiciliari; tutti in attesa dell’udienza di convalida. I primi tre dopo la convalida sono rimasti in carcere mentre l’ultimo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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