Parco Cassarà, incerta la riapertura. Marino: «Senza i risultati dei carotaggi inutile immaginare scenari futuri» 

Ferrandelli: «Continueremo a vigilare e sollecitare affinché i lavori di verifica vengano appaltati così da capire se il parco è contaminato»

Palermo, 18 dicembre 2017 – Ad oggi ci sono le condizioni per riaprirlo? Cosa si nasconde sotto l’erba verde del parco Ninni Cassarà? La cittadinanza chiede a gran voce la riapertura. L’unica certezza è che tre anni non sono stati sufficienti per far chiarezza e per ridare a Palermo il prezioso spazio verde. Chiuso per la presenza di amianto sostanze tossiche rinvenute nel suolo e nel sottosuolo.

Per capire lo stato di salute del parco Cassarà occorrono tre mesi. Si procederà con l’affidamento dei lavori di carotaggio ed analisi, previa gara pubblica. Il bando stanziato sarà di 160mila euro. Dopo toccherà alla Regione stabilire se i risultati ottenuti daranno il via libera o meno alla riapertura almeno parziale del Parco.

Si è svolto oggi a Villa Forni l’incontro organizzato da Silvio Moncada, presidente della quarta circoscrizione del comune di Palermo, durante il pomeriggio è stato fatto il punto sul cronoprogramma dei prossimi interventi per un’ipotetica riapertura. Alla riunione hanno preso parte diversi consiglieri della circoscrizione, il vice sindaco di Palermo Sergio Marino insieme a Francesco Fiorino, dirigente del settore Ambiente del Comune e il consigliere Fabrizio Ferrandelli.

Ma adesso qual è il passo successivo? Scettici e a tratti increduli sono alcuni consiglieri, tra questi il rappresentante della IV circoscrizione Nino Tuzzolino: «Sono discorsi che si sentono da tre anni, non c’è stata mai chiarezza. Nel luglio del 2016 si era detto che al novembre 2016 il parco sarebbe stato riaperto o che sarebbe partita la gara d’appalto. Oggi la cittadinanza ha il diritto di sapere, ma l’amministrazione non è mai stata chiara, quando invece occorrerebbe chiarezza estrema».

Lo scorso 6 dicembre aveva avviato un’ispezione per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, il consigliere comunale Ferrandelli: «Abbiamo pungolato l’amministrazione, vediamo una reazione e la volontà di prelevare 160mila euro dal fondo di riserva entro il mese per dare avvio ai carotaggi. Continueremo a vigilare e sollecitare affinché i lavori di verifica vengano appaltati così da capire se il parco è contaminato nel sottosuolo o se possiamo restituirlo alla città in tempi brevi». Ha commentato così l’incontro il leader de I Coraggiosi.

Il calendario segnava la data del 16 aprile 2014 quando, su ordine della Procura, le forze dell’ordine apposero i sigilli ai cancelli che delimitavano il grande spazio verde ritrovato il cui restauro è costato 11 milioni di euro. 

«Occorrono dei carotaggi – dice Moncada – che consentano di capire se ci sono le condizioni per riaprire, almeno in parte, il parco. Vogliamo date certe sull’inizio dei lavori che si dovranno fare» I consiglieri devono lavorare uniti – ha detto – noi saremo la spina nel fianco dell’amministrazione ma la appoggeremo nel processo di riapertura».

«Abbiamo presentato un piano di caratterizzazione alla Regione – ha spiegato Marino, vice sindaco di Palermo -. Per la zona verde serve un progetto e il suo costo è di 165mila euro. In seguito ad alcuni problemi di bilancio siamo riusciti a preparare un capitolato che servirà ad avere a disposizione i fondi necessari». «Senza i risultati dei carotaggi – ha ribadito il vice sindaco – è inutile immaginare scenari futuri». 

«Una perizia ha accertato sul suolo problemi connessi alla presenza di cemento-amianto – ha illustrato il custode giudiziario dall’area l’avvocato Fiorino – che nell’area verde è stato rimosso. L’amianto superficiale è stato rimosso anche nel 20% dell’area rossa». Fiorino ha fatto notare come la Procura abbia rilevato nell’area anche la presenza di altre sostanze inquinanti come piombo, cadmio e altri metalli pesanti. «Si tratta ora di capire – ha spiegato – quali sono le concentrazioni». Il dirigente si è infine soffermato sulle tempistiche per l’avvio delle indagini. «Se riusciremo ad avere un esito favorevole riguardo alle richieste di prelievi dal fondo di riserva del bilancio comunale e dal bilancio comunale 2018 – ha detto -, ci vorranno circa due o tre mesi per l’aggiudicazione, i lavori dureranno circa 90 giorni».

 

 

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