Statue sacre e preghierine in classe. Moneti: «Al Veneziano atteggiamento laico»

Laicità e pluralità, la scuola è di tutti e per tutti senza distinzione di razza, di sesso, di genere e di religione

Monreale, 24 novembre 2017 – I bambini ogni mattina recitavano le preghierine prima di iniziare le lezioni. Intonavano anche delle canzoncine benedicenti prima di far merenda gli alunni della scuola “Ragusa Moleti” di Palermo. In mostra, sempre nell’istituto, statue sacre e foto dei papi. A segnalare gli episodi alcuni genitori. Dopo la notizia che ha creato diverso scalpore, il dirigente scolastico Niccolò La Rocca, ha provveduto a far tornare laiche le classi. 

Laicità e pluralità, la scuola è di tutti e per tutti senza distinzione di razza, di sesso, di genere e di religione. Questo il tratto distintivo della scuola pubblica italiana. La natura di laicità viene dettata direttamente dalla Costituzione e piace o no docenti e presidi con flessibilità devono attenersi. L’argomento del Crocefisso nelle aule di scuola era stato motivo di disquisizione già negli anni passati, ma di tanto in tanto se ne torna a parlare laddove viene superata la libertà religiosa. 

A FiloDiretto la Preside Moneti, dell’ICS Antonio Veneziano: “Nel mio Istituto abbiamo un atteggiamento laico, non abbiamo abitudini particolari in merito alla religione. Nel corridoio c’è solo una foto della festa del Crocefisso di Monreale, solo perché è una molto sentita dal territorio. I docenti sono corretti e rispettosi della pluralità delle religioni. Non ho imposto il crocefisso, non c’è in tutte le classi, ma solamente dove sono stati i ragazzi stessi a volerlo mettere. Diversi ragazzi appartengono a religione diverse e vanno rispettati. Ho garantito autentica pluralità nella professione della propria religione senza imporre alcun simbolo, simulacro o effigie a nessuno. Ogni atteggiamento assunto con rigidità può determinare reazioni che sono negative e pregiudizievoli”. 

La necessità di rimuovere e quindi di attuare dei cambiamenti a quella che era una “tradizione” delle aule scolastiche di ospitare il Crocefisso deriva dal fatto che negli ultimi decenni, a differenza di tanti anni fa, la consistente ondata migratoria in Italia ha prodotto profonde e positive modifiche strutturali facendo della società italiana una società multietnica, multiculturale e multireligiosa. Le generazioni passate sono cresciute con i simulacri nelle classi, ma oggi, presa coscienza che il Paese ospita diverse etnie, occorre garantire la libertà religiosa invocata dal documento vaticano.Un insegnamento confessionale della religione, un’educazione alla fede religiosa, qualunque essa sia, è quindi compito delle famiglie e delle relative confessioni religiose, ma non dello Stato.

 

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