Alberto Arcidiacono: “Il sostegno di una sindacatura, condivisione di una visione politica di sviluppo, non può interrompersi per motivi che differiscano da problematiche connesse alla gestione del territorio”

Con amarezza, o forse soltanto con disinganno, all'indomani delle ultime elezioni regionali, assistiamo al palesarsi dei primi fenomeni migratori all'interno del consiglio comunale di Monreale

Con amarezza, o forse soltanto con disinganno, all’indomani delle ultime elezioni regionali, assistiamo al palesarsi dei primi fenomeni migratori all’interno del consiglio comunale di Monreale

Monreale, 12 novembre 2017 – Pubblichiamo una nota ricevuta da Alberto Arcidiacono, candidato sindaco alle amministrative monrealesi 2014.

Gentile Direttore

Tutti abbiamo studiato la storia; alcuni l’avranno amata, altri l’avranno ritenuta una materia un pò ridondante o poco declinabile in concreto, ma certamente tutti dobbiamo riconoscerle il merito di averci fatto conoscere i grandi mutamenti, le rivoluzioni culturali ed economiche, ma anche il permanere di alcuni aspetti, pensieri ed abitudini che sembrano così connaturati alla nostra umanità da non potere subire cambiamenti di sorta.

Per esempio, diceva Ennio Flaiano, “gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore”, o, volendo tradurre la frase al negativo, abbandonano la barca non appena si presenta una falla. La storia ci insegna che questo si sia verificato ripetutamente nel tempo, ma non ci invita ad arrenderci impotenti al reiterarsi di questo comportamento; non ci preclude la possibilità di percorrere una nuova via. Una via non necessariamente più utile o corretta, ma semplicemente diversa.

Con amarezza, o forse soltanto con disinganno, all’indomani delle ultime elezioni regionali, assistiamo al palesarsi dei primi fenomeni migratori all’interno del consiglio comunale di Monreale. 

Mi domando, e probabilmente non sarò il solo a farlo, se può davvero l’abitudine atavica alla fuga, impedire che si mettano a punto meccanismi di meditazione, di confronto e di crescita all’interno di gruppi organizzati quali sono i partiti? E soprattutto, se la coesione e l’intesa nel condividere idealità e progetti più concreti e circoscritti come quelli connessi alla buona gestione della cosa pubblica comunale può essere così labile e così sterile da interrompersi dopo i risultati elettorali?

Il sostegno di una sindacatura, deve essere condivisione di una visione politica di sviluppo e non può interrompersi per motivi che differiscano da problematiche connesse alla gestione del territorio… è triste credere il contrario ed è giusto, se il caso, fugare questo insopportabile dubbio.

Sarebbe più opportuno e onesto raccontare, allora, quali scontri dialettici e di pensiero si siano consumati in questi anni; cosa abbia realmente determinato la rottura di un gruppo di governo; su quali problematiche non si sia più potuto trovare un percorso comune… perchè altrimenti tutti saranno legittimati a pensare che la politica non è missione, ma soltanto numeri.

La politica, per come l’ho vissuta, deve essere opportunità di crescita comune, e nessuno degli elettori deve dubitare che nell’atto dell’espressione del voto non abbiano scelto un programma condiviso, ma soltanto un gruppo di persone slegate, ciascuna dotata di un pacchetto di voti. 

Il mio vuole essere un sincero invito a tutta la classe politica a raccontare ciò che talvolta rimane oscuro perchè, dopotutto, la politica è partecipazione.

2 Commenti
  1. Anonimo scrive

    Aaaaa si mi ricordo vagamente di lui.poi e’scomparso.l’ho visto su rai 3 a
    ” chi l’ha visto “.ma fammi il piacere……………

  2. Anonimo scrive

    per anonimo: il tuo malinconico sarcasmo è l’espressione del contributo che hai dato nel 2014.
    Chi non ha votato ieri il cambiamento oggi stia zitto!
    GIROS

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