Monreale e il dissesto finanziario. Cosa cambierà per i contribuenti? Quasi nulla

Le aliquote fiscali non potranno essere innalzate. Sono già al massimo previsto da legge. Nessuna preoccupazione per i precari del comune

Le aliquote fiscali non potranno essere innalzate. Sono già al massimo previsto da legge. Nessuna preoccupazione per i precari del comune

Monreale, 19 ottobre 2017 – Il dissesto finanziario del comune di Monreale, dichiarato nel pomeriggio di ieri dalla Corte dei Conti romana in risposta al ricorso presentato ai primi di giugno dal comune contro le conclusioni dei magistrati contabili palermitani, non è stato proprio quel che si dice un fulmine a ciel sereno. Se l’esito non era scontato, era certamente nell’aria, e non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori, amministrazione comunale in primis.

Non sono ancora state depositate le motivazioni della sentenza, ma certamente ad incidere sull’orientamento dei magistrati contabili sarà stato il consuntivo 2015, che conteneva errori macroscopici.

Adesso è il momento di rispondere ai cittadini, preoccupati dalle conseguenze che questo grave atto avrà sulla gestione dell’ente e, sopratutto, sulle loro tasche.

Cosa cambierà per i contribuenti? Praticamente nulla. I cittadini non si accorgeranno nemmeno di trovarsi in un comune in dissesto. 

L’attuale amministrazione rimarrà in carica e continuerà ad occuparsi della gestione ordinaria dell’ente. Invece si insedieranno dei commissari per occuparsi della gestione dei debiti pregressi, antecedenti l’esercizio finanziario 2017.

In altri casi, per recuperare le somme necessarie al pagamento dei debiti, i commissari avrebbero proceduto al rialzo delle aliquote fiscali. Ma non a Monreale, dove le aliquote sono già al massimo previsto per legge. 

A pagare maggiormente le conseguenze del dissesto saranno invece i creditori del comune.

Ad essi i commissari proporranno delle transazioni, che prevedono una decurtazione di circa il 60% del dovuto, al fine di chiudere la partita. I creditori potranno accettare la proposta ed incassare in breve tempo, o rifiutarla e attendere diversi anni per riscuotere l’intero credito.

Le maggiori preoccupazioni a circolare sono sul fronte precari, per la paura che il comune non possa procedere al rinnovo del contratto lavorativo. Paura infondata. Attualmente il comune copre il 20% del costo di questi lavoratori, mentre il restante 80% è a carico della regione siciliana. La legge prevede che con la dichiarazione di dissesto l’intero costo verrà assorbito dalla regione.

Il sindaco di Monreale Piero Capizzi

“I commissari si troveranno dinanzi una situazione già definita. Non c’è più un disavanzo tecnico. L’unica partita ancora aperta è quella relativa all’Alto Belice Ambiente, ma già era in corso una trattativa per la sua definizione”, è l’amaro commento del primo cittadino, Piero Capizzi, rilasciato a caldo appena ricevuta la notizia.

“Avevamo già eliminato gran parte dei debiti. Continueremo a lavorare per come abbiamo fatto”.

Nicola Giacopelli, Segretario aziendale CISL-FP

“Spiace rilevare che la notizia non sia stata immediatamente resa nota dall’amministrazione – lamenta Nicola Giacopelli, Segretario aziendale CISL-FP -. In ogni caso, ritengo che non bisogna lasciarsi prendere dal panico, né dallo sconforto: di dissesto non si muore. Occorre spiegare bene ai cittadini ed ai dipendenti comunali cosa accadrà esattamente da ora in avanti, nella consapevolezza che si tratta di un percorso impervio ma assolutamente affrontabile. Speriamo di non dover assistere nei prossimi giorni al penoso e vigliacco rituale dello scaricabarile e che ciascuno sappia assumersi le proprie responsabilità: la fiera delle illusioni è finita”.

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