Tigre fuggita dal circo: «Non ci fu dolo del sindaco». La Procura chiede l’archiviazione

Enrico Rizzi del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus, aveva presentato una denuncia alla Procura di Palermo contro il primo cittadino monrealese

Enrico Rizzi del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus, aveva presentato una denuncia alla Procura di Palermo contro il primo cittadino monrealese

Monreale, 10 ottobre 2017 – Fa ancora parlare di sé Oscar, la tigre bianca del Bengala fuggita nel gennaio scorso dal Circo di Svezia che si trovava a Monreale. Il grosso felino venne sorpreso da alcuni automobilisti mentre passeggiava libero sulla circonvallazione di Monreale, venne poi rinchiusa all’interno di un recinto di un’abitazione privata in attesa dell’arrivo delle autorità. In seguito al grave fatto gli animalisti annunciarono battaglia nei confronti del circo – che fu costretto a chiudere bottega – e dell’amministrazione comunale, rea – secondo gli stessi animalisti – di gravi colpe nel rilascio dell’autorizzazione al circo. La denuncia era stata proposta nei confronti del sindaco Piero Capizzi e del direttore dell’Asp.

In particolare il Presidente Nazionale del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus, Enrico Rizzi, aveva presentato una denuncia alla Procura di Palermo contro il primo cittadino monrealese. I reati che Rizzi contestava a Capizzi erano l’abuso d’ufficio e l’omissione d’atti d’ufficio. A distanza di dieci mesi arriva la il responso della magistratura che ha chiuso le indagini ed ha notificato a Rizzi la richiesta di archiviazione. Secondo il Pubblico Ministero, Dott. Enrico Bologna, mancherebbe il dolo nelle azioni eseguite dall’amministrazione comunale.

«Nonostante ciò – afferma Rizzi – il Pubblico Ministero nella sua richiesta accusa pesantemente l’Amministrazione Comunale guidata da Piero Capizzi». Il presidente del NOITA annuncia di voler presentare opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero «perchè riteniamo – aggiunge – che dalla carte ci siano tutti gli elementi necessari per portare in giudizio il primo cittadino, avvisato diverse volte delle irregolarità del circo e che fanno quindi ritenere assolutamente valide le accuse da noi avanzate».

«Fiducia massima nella magistratura – afferma il sindaco Capizzi a Filodiretto – eravamo tranquilli poiché avevamo le carte in regola per quanto riguarda questa vicenda su cui è stata fatta giustizia. Una vicenda che non poteva avere connotati di carattere penale. Non ho mai interferito in nessun passaggio relativo al rilascio delle autorizzazioni al circo. La politica non interferisce nella gestione amministrativa che compete a funzionari e dirigenti».

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