Monreale: servizio AMAT insufficiente, bagni pubblici chiusi, panchine inesistenti, ufficio turistico

In una lettera di un cittadino alcune delle criticità ancora irrisolte dall'amministrazione Capizzi

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Araba Fenice desk

In una lettera di un cittadino alcune delle criticità ancora irrisolte dall’amministrazione Capizzi.

“Egregio Sig. Sindaco,
chi Le scrive è un semplice cittadino che oltre a votarla l’ha sempre sostenuta durante la campagna elettorale, partecipando attivamente ai vari comizi che Ella svolgeva nel territorio di Monreale e che continua a sostenerlo per l’opera egregia che svolge quotidianamente e che lo sosterrà sempre per tutta la durata del Suo mandato. Ma ciò non mi esime dal fare alcune considerazioni e riflessioni.
In ognuno di questi comizi, affermava che tutti i cittadini monrealesi erano e dovevano diventare il Suo braccio destro. Ella ha richiesto a tutti i cittadini di fornire indicazioni su qualsiasi problematica e sempre Ella ha dichiarato che avrebbe, nel possibile, dato risposta e che comunque li avrebbe ascoltati e li invitava a suggerire, sollecitare, proporre iniziative e problematiche per rendere più vivibile e fruibile la cittadina.
Mi rendo conto che tra il dire e il fare non c’è solamente il mare ma un oceano immenso, in quanto le Sue affermazioni non solo non sono state, in parte esaudite, ma bensì in vista di quanto accade quotidianamente, rischiano di diventare aria fritta ad uso dei buontemponi di turno.
Ma mi voglio soffermare solamente, ne avrei decine, su alcune questioni basilari, ma procediamo con ordine:
1) AMAT. Nei giorni successivi alla Sua elezione, nell’urgenza di ripristinare il servizio, da anni soppresso e mai portato in porto dalla vecchia amministrazione, si è addivenuto alla soluzione, di concerto con Palermo, di far ripartire il servizio, con l’impegno di rivedere il tutto (costi, percorsi, linee, ecc. ecc.) dopo un anno. A mio avviso l’accordo raggiunto anche se risolveva nell’immediato una situazione incresciosa, non è stato favorevole complessivamente alle esigenze dei monrealesi. Da premettere che (vedi foto allegata), l’AMAT pubblicizza il servizio dell’unica linea, la 389, che conduce a Monreale con un percorso che arriva fino alla Fontana del Drago. Come cittadina dovremmo pagare solamente il tratto di poche centinaia di metri che arriva fino all’attuale capolinea, mentre invece ci viene addebitato il costo dell’intera linea, compreso quello ricadente sul territorio palermitano. Si parla tanto di area metropolitana ma veniamo considerati come l’ultima cittadina della provincia, pertanto occorrerebbe rivedere tutta la questione, unitamente al sindaco di Palermo per quantificare veramente i costi, il potenziamento delle linee e quant’altro.

2) UNESCO. Si fa tanto a parlare di UNESCO, e Monreale è stata inserita nel circuito con Palermo e Cefalù, ma è mia impressione che andiamo a rimorchio delle iniziative che prende il capoluogo, già da tempo attrezzatosi, senza che da parte nostra si faccia qualcosa di propositivo. Stante l’enorme afflusso di turisti si è mai pensato di affrontare la questione dei gabinetti pubblici? Quale iniziative intende attuare l’Amministrazione su questo aspetto a fronte anche a delle richieste di privati? Si è pensato di aumentare il numero di panchine presenti nella villa comunale, stante l’irrisorio numero di n. 4 pseudopanchine? Si è pensato a rendere gioiosa la villa piantando e soprattutto curando con fiori e piante le aiuole? Per finire la problematica penosa dell’Ufficio Turistico. Qui veramente bisognerebbe stendere un velo pietoso in quanto l’insipienza dimostrata dall’amministrazione rischia il ridicolo. Imprenditori privati si sono offerti a costo zero per il comune di gestire il servizio occupando anche maestranze e dopo aver parlato di volta in volta, con il vicesindaco, Giuseppe Cangemi, poi con l’assessore Ignazio Zuccaro, poi con l’assessore Toti Zuccaro, poi con il delegato del sindaco il consulente Mario Micalizzi, poi con l’assessore Rosario Li Causi, a tutt’oggi aspettano ancora risposte, anzi ad ogni incontro ci si assicurava che la problematica era attenzionata e a breve si sarebbe trovata una soluzione.

Ci sarebbero tante altre questioni da evidenziare, ma mi limito a queste poche e per le quali gradirei una risposta certa.
I “ci stiamo pensando”, “stiamo provvedendo”, “ci stiamo attivando”, si scontrano con la realtà e sanno di monotonia ripetitiva.
Lungi da me dal far polemiche ma semplicemente un invito, con la collaborazione di tutti, collaborazione da Lei sempre auspicata e mai venuta meno, anzi vedasi i vari casi di volontariato ove semplici cittadini che hanno a cuore le sorti del paese, a proprie spese e con sacrifici, per far diventare migliore questo nostro paese si sono e si attivano ripetutamente.
Aspetto, ancora una volta, fiducioso e speranzoso una Sua risposta.”

Biagio Cigno

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