Regionali, partita aperta nel PD: Alotta accelera

I calcoli che si fanno in via Bentivegna danno per certi almeno due seggi, ma non è detto che i posti non possano aumentare. Tutto già deciso, quindi? Non sembra

I calcoli che si fanno in via Bentivegna danno per certi almeno due seggi, ma non è detto che i posti non possano aumentare. Tutto già deciso, quindi? Non sembra

Palermo, 6 ottobre 2017 – La partita per le prossime Regionali del 5 novembre si gioca non solo fra i candidati alla Presidenza ma anche all’interno delle singole liste, con una competizione che, stavolta più che mai, riguarda le correnti del Pd palermitano. Il partito di Matteo Renzi, stando ai sondaggi, dovrebbe superare agevolmente la soglia di sbarramento del 5% (che invece impensierisce e non poco altre liste), e così la competizione si sposta tra i candidati dem del capoluogo.
 
In pole position ci sono due uscenti, ossia il franceschiniano Giuseppe Lupo e il referente del ministro Martina, l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici: una discesa in campo, quella di quest’ultimo, che ha provocato numerosi mal di pancia (vedi la scelta di Tonino Russo di correre con Orlando o quella di Apprendi di appoggiare Fava). I calcoli che si fanno in via Bentivegna danno per certi almeno due seggi, ma non è detto che, in caso di vittoria o di flop altrui, i posti non possano aumentare. Tutto già deciso, quindi? No, perché i boatos danno Lupo e Cracolici alla spasmodica ricerca di voti: i due potenti del Pd locale, infatti, starebbero battendo palmo a palmo la Provincia alla ricerca di consensi, consapevoli del fatto che dal risultato di queste regionali dipenderanno anche gli equilibri in vista delle Politiche di inizio 2018. Pare che sia Cracolici che Lupo vogliano andare a Roma.
 
Niente di scontato, però, visto che potrebbe spuntare un terzo incomodo. Parliamo di Salvo Alotta, a lungo consigliere comunale a Palermo in quota Renzi e che da alcuni mesi è diventato il compagno di viaggio più fidato di Fabrizio Ferrandelli. Il fondatore dei Coraggiosi è rientrato nel Pd dalla porta principale, ossia con la benedizione direttamente di Matteo Renzi che al Nazareno ha accolto l’ex deputato a braccia aperte. Un riavvicinamento che ha comportato la candidatura di Alotta in lista Pd e che fa aumentare, di non poco, le sue quotazioni: oltre al suo gruppo storico, Alotta può contare infatti sull’appoggio di diverse decine di candidati al consiglio comunale e alle circoscrizioni delle ultime votazioni palermitane, per non parlare del fatto che la sua militanza renziana sta spingendo una parte di quell’area (che fa riferimento al Sottosegretario Davide Faraone) a convergere su di lui. Faraone non ha schierato un candidato direttamente riconducibile a lui, lasciando spazio a diversi candidati e a questo punto Alotta  potrebbe ambire anche al secondo posto.

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