Indagini sul sindaco di Bagheria Cinque. Alongi: “Avevamo ragione a denunciare malapolitica M5S”

Al primo cittadino di Bagheria i carabinieri hanno notificato anche l'obbligo di firma. L'indagine riguarda anche l'abusivismo. Coinvolti altri 16 funzionari

Al primo cittadino di Bagheria i carabinieri hanno notificato anche l’obbligo di firma. L’indagine riguarda anche l’abusivismo. Coinvolti altri 16 funzionari

Palermo, 20 settembre 2017 – “Avevamo ragione a denunciare in tempi non sospetti la malapolitica e gli atti illegittimi posti in essere dall’amministrazione del Movimento 5 Stelle a Bagheria. Abbiamo denunciato la palese e grave ingerenza di un funzionario, Onofrio Lisuzzo – peraltro rinviato a giudizio per concussione – nel gestire delicati atti che riguardavano l’amministrazione di Bagheria. Abbiamo più volte denunciato agli organi competenti l’azione di mobbing fatta dal sindaco e dalla sua amministrazione nei confronti di un integerrimo funzionario, la dottoressa Laura Picciurro, per il semplice motivo che aveva fatto emergere atti palesemente illegittimi nell’affidamento del servizio alla Tech, società che si è vista affidare il servizio della gestione dei rifiuti per tre milioni di euro, per sei mesi, senza gara”.

“Oggi, con l’azione della magistratura, si evidenzia il carattere incompetente, pressappochista e superficiale dell’azione politica dell’amministrazione comunale pentastellata di Bagheria, che sta producendo e ha prodotto danni enormi che i cittadini bagheresi pagheranno nei prossimi anni. Non oso immaginare un governo pentastellato alla Regione siciliana…”.

Questo il commento del deputato regionale del Movimento Rete Democratica Pietro Alongi, componente della commissione Antimafia all’Ars e candidato sotto il simbolo dell’Udc alle prossime elezioni regionali, alla notizia dell’indagine aperta dalla Procura di Termini Imerese che vede indagato, tra gli altri, il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, eletto con il Movimento 5 Stelle.

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