Le inutili morti dei cacciatori e animali allo stremo, la protesta degli animalisti

«Chiediamo al Governo regionale di prendere da subito dei provvedimenti per il fermo della caccia»

«Chiediamo al Governo regionale di prendere da subito dei provvedimenti per il fermo della caccia»

Monreale, 18 settembre 2017 – Si è aperta con una terribile tragedia la stagione venatoria siciliana. Maurizio Colca, originario di Bisacquino in provincia di Palermo, è morto nella giornata di ieri dopo che un amico, cercando di sparare ad un animale, ha colpito a morte il compagno.L’uomo è morto sul colpo e la Procura di Termini Imerese ha iscritto l’autore dello sparo nel registro degli indagati per omicidio colposo. 

La morte dell’uomo ha messo sotto shock le città di Bisacquino e di Corleone, paese natio dell’uomo, da tutti conosciuto come una persona perbene. Colca era un appassionato di caccia, quello stesso “sport” che lo ha ucciso.

La morte del bisacquinese sta generando non poche polemiche e va ad inasprire ancora di più il dibattito che vede contrapposte due fazioni: chi è favorevole alla caccia e gli animalisti.
Intanto la stagione venatoria in Italia si è aperta per più di mezzo milione di cacciatori e gli attivisti per la difesa degli animali sono sul piede di guerra. La fauna selvatica è vittima dell’emergenza siccità e del numero record di incendi che hanno percorso i boschi del territorio. Solo per citarne alcuni, il bosco di Casaboli a Monreale e la riserva dello Zingaro nel Trapanese.
Per sollecitare un intervento del governo contro gli spari, i movimenti animalisti Enpa, Lav, Lipu, con il sostegno della Lac, avevano nei giorni scorsi diffidato con un atto legale il ministro dell’Ambiente dopo il parere dell’Ispra, l’istituto scientifico di riferimento che dipende dallo stesso ministero dell’Ambiente, che aveva sollecitato misure straordinarie di forte limitazione della caccia. Secondo i dati delle associazioni animaliste le catastrofi estive hanno ucciso più di 50.000 animali di ogni specie.

«Con la riapertura della caccia 500 mila animali potranno essere uccisi ogni ora, più di 12 milioni al giorno. Eppure le Regioni e il Governo – sottolinea il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli – avevano in mano gli strumenti per fermare questa carneficina».

«Fermare la caccia – gridano in coro gli animalisti – è un atto di rispetto anche verso noi stessi. La natura ha i propri tempi e i propri equilibri per rigenerarsi. La carneficina, già avvenuta con la siccità e gli incendi boschivi, non può continuare perché gli ecosistemi sono davvero a rischio. Chiediamo al Governo regionale di prendere da subito dei provvedimenti per il fermo della caccia».

2 Commenti
  1. Anonimo scrive

    Poverino io so

  2. Anonimo scrive

    ma ancora a sparare bum bum,…. ma non ci evolviamo mai?

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