Una Candidatura contro gli Strateghi delle disfatte. Tonino Russo sancisce la frattura

Russo propone la sua candidatura nella lista del Presidente, in aperto contrasto contro l'"arroganza" dei deputati uscenti

Russo propone la sua candidatura nella lista del Presidente, in aperto contrasto contro l'”arroganza” dei deputati uscenti

Monreale, 15 settembre 2017 – Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata in redazione dall’ex deputato del PD  Tonino Russo

Gentile Direttore,

Voglio innanzitutto ringraziarLa per l’attenzione dedicataci in questi giorni e per l’ospitalità che, sono certo, ancora vorrà concederci. 

Ho atteso più di 10 giorni, troppi, prima di determinarmi e scrivere queste righe sofferte ma fermamente convinte.

Dieci sono i giorni passati ormai dall’ultima Direzione Regionale del PD siciliano, quella in cui l’unico valore rinvenibile resta la parola fine a quattro lunghi mesi di dilettantismo ed improvvisazione del gruppo dirigente, nella ricerca della candidatura a presidente della regione: i tre mesi persi inutilmente tentando di muovere a compassione il presidente del Senato Pietro Grasso ed il mese di tentennamenti e “nobili” capricci prima di designare Fabrizio Micari. 

In quella seduta di direzione, nel mio intervento ho cercato in tutti i modi di mettere in guardia le segreterie nazionale e regionale affinché si scongiurasse il pericolo di costruire liste volte esclusivamente a salvaguardare e conservare i deputati uscenti. Ho argomentato come a mio avviso si avverta forte la necessità di costruire liste costituite da energie fresche e di discontinuità, di sincero e profondo rinnovamento. Anche perché sarebbe ingiusto e disonesto caricare tutto soltanto su Crocetta, come se molti altri che sono stati al governo, nella 1ª, 2ª, 3ª ora e soprattutto durante la ricreazione, non avessero colpe.

Invece, perfino in aperta violazione delle regole statutarie e delle procedure qualificate previste per le deroghe, si è preferito buttare alle ortiche quel residuo scatto di orgoglio che sarebbe servito. 

Fino ad ieri ho sperato che potesse giungere una presa di coscienza di quanto irresponsabili e dannose siano certe decisioni assunte per giunta fuori dalle regole di civile convivenza dentro un partito che si chiama democratico. 

Invece, niente. Anzi, traspare la tipica spocchiosa arroganza di chi, in mancanza del proprio, confida sul senso di responsabilità e sul “senso del partito” degli altri.

Purtroppo, questi strateghi delle disfatte (finora mai pagate), non hanno messo in conto che a tutto c’è un limite. 

Così, per la prima volta in vita mia, mi vedo costretto, almeno a Palermo, a non sostenere il Partito nel quale ho militato da 31 anni a questa parte, fin dai tempi del liceo. Ciò non significa che non sosterrò la candidatura del rettore di Palermo. Anzi, tutt’altro: con convinzione, gli ho dato la piena disponibilità al sostegno anche con la mia personale candidatura. Sempre se dovesse servire! 

Chi mi conosce sa che sono un uomo di battaglia non abituato ad indietreggiare dinanzi a nulla e nessuno. Ed anche stavolta farò fino in fondo la mia parte. Purtroppo non più in quella che per tanto tempo è stata la mia principale palestra di vita. Mai avrei immaginato di dover compiere scelte di tale portata. Eppure è così: non c’erano più alternative! Tuttavia, mi sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Del resto, la storia testimonia che quando una classe dirigente prova ad impedire il cambiamento, in genere sono i cittadini a reagire ed a determinarlo ugualmente, punendo tracotanza ed irresponsabilità. 

Anche stavolta spero che possa andar così. Io, comunque andrà, sarò al servizio di questo obiettivo e, come sono stato abituato da sempre, ci metterò l’anima!

Tonino Russo

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