Notturnia 2017, ossia quando la politica abbandona l’imprenditoria a se stessa

I commercianti provano a colmare il vuoto lasciato dalla politica. Ma quanto potrà durare?

I commercianti provano a colmare il vuoto lasciato dalla politica. Ma quanto potrà durare?

Monreale, 28 agosto 2017 – Notturnia 2017. Anche quest’anno si è replicato, nel tentativo di attrarre visitatori, non certamente turisti, capaci di riavviare, almeno per una notte, il motore arrugginito dell’economia locale. Notturnia 2017 diviene il simbolo di una imprenditoria del territorio che fa quadrato, si organizza, fa rete, si sostituisce a chi è chiamato, per ruolo istituzionale, a creare le condizioni perché quel motore possa girare. 

A Monreale sono i commercianti a supplire all’assenza della politica. Non quella delle polemiche, dei litigi, dei ribaltoni, delle poltrone, delle sceneggiate. Di questo genere di politica, Monreale possiede un triste primato. Assente è quella reale, chiamata ad occuparsi giornalmente delle innumerevoli questioni irrisolte che affliggono la città. Tra queste il rilancio del commercio, che vive ormai da anni una lenta agonia, testimoniata da una continua chiusura di diverse attività. 

Il governo della città sembra non avere accolto questa sfida, o quantomeno non riesce a farsi promotore di iniziative di spessore culturale e foriere di visibilità e di richiamo, limitandosi a patrocinare quelle promosse dalle associazioni culturali, dai privati, dai commercianti, mettendo a disposizione il palco, l’energia elettrica, il personale della Polizia Municipale.

I commercianti monrealesi, in un tavolo tecnico aperto con il sindaco diversi mesi fa, avevano lamentato l’esigenza di avere in comune un interlocutore competente, al quale fare riferimento per avanzare richieste, sottoporre progetti, per palesare le loro difficoltà e al quale chiedere soluzioni. I mesi sono trascorsi, gli assessori si sono avvicendati, ma i risultati non sono arrivati.

Se la sostituzione degli assessori è stata finalizzata, come ufficialmente dichiarato, a dare impulso alla squadra di governo, oggi Monreale dovrebbe essere retta da un governissimo, in grado di valorizzare e promuovere il territorio.

Rimane invece la profonda delusione per un’amministrazione che ha certificato la propria inadeguatezza ad organizzare l’estate monrealese, a creare e ad istituire eventi di spessore culturale, stabili negli anni, incapace di ottenere contributi da enti superiori a questo deputati, sponsorizzazioni da privati, che non è in grado di mettere a profitto il patrimonio monumentale monrealese, di avvantaggiarsi del riconoscimento UNESCO.

Se l’amministrazione ha da tempo abdicato al suo ruolo, i soci dell’ACM, coordinati dal presidente Filippo Tusa, si tirano su le maniche e vanno avanti da soli. Caparbiamente.

La conferenza stampa di presentazione della notte bianca ha stigmatizzato questa situazione. Per l’amministrazione ha presenziato il vicesindaco e assessore alla cultura, l’onnipresente Giuseppe Cangemi, assenti invece gli assessori che avrebbero dovuto più di ogni altro condurre e coadiuvare l’iniziativa, quello al turismo e quello alle attività produttive.

L’associazione dei commercianti continua a crescere, intorno ad un progetto che convince e che raccoglie l’adesione di una settantina di imprenditori. Attrae le categorie artigianali, riesce ad ottenere la fiducia e a consolidare la collaborazione con la Curia Arcivescovile disposta a tenere aperto il Duomo. Raccoglie talentuosi musicisti pronti ad esibirsi, artisti di strada, clown, giocolieri. Riesce in pratica ad aggregare le forze propulsive presenti nel paese. I commercianti fanno rete, credono nel progetto comune. Sono disposti a metter mano alle proprie tasche. Notturnia 2017 è costata circa 3.000 €. Oggi l’associazione ha preso il posto della politica, ma riveste un ruolo improprio, suo malgrado inadeguato, svolge un lavoro complesso, che richiede energia, fatica, programmazione, altre competenze, tempo. Quel tempo sottratto all’attività commerciale, alla cura del cliente, al rapporto con i fornitori.

Ma fino a quando i commercianti saranno disposti a colmare il vuoto politico?

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