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Monreale e i furbetti dell’acqua. Più di 100 i condomìni morosi per un debito superiore al 1.200.000 €

Assessore D’Alcamo: “Recupereremo l’intero debito. Distacco per chi non si mette in regola”

Monreale, 23 agosto 2017 – Sarebbero più di cento i condomìni morosi con il comune di Monreale per non avere pagato il servizio idrico. Per un importo le cui stime, ancora in fase di elaborazione, supererebbero il milione duecentomila euro. Una cifra importante, soprattutto per un comune come quello di Monreale in fase di predissesto. Alcuni condomìni sarebbero morosi già dal 2011. E ad essi si aggiungerebbero numerose utenze singole. Centinaia e centinaia di cittadini che, per tanti anni,  avrebbero fatto a meno di pagare il comune per la fornitura dell’acqua.

La denuncia, riportata dal consigliere di Alternativa Civica Toti Gullo durante il consiglio comunale del 10 luglio, segue in realtà un’attività di accertamento già avviata nel 2016 dal comune di Monreale ed affidata al dirigente Riccardo Cangemi. Una task force è stata messa in campo e dagli uffici sono partite tutte le notifiche per evitare le prescrizioni che scatterebbero dopo i cinque anni.

Già nell’ottobre 2016 le lettere sono pervenute ai cittadini morosi per il 2011. In zona cesarini, ed alcuni hanno cominciato a versare quanto dovuto. A chi fa orecchie da mercante è stata inviata una seconda notifica con la minaccia di distacco dell’utenza. Tolleranza zero è la parola d’ordine dell’assessore al ramo, Santo D’Alcamo. “Se dopo il secondo invito a regolarizzarsi non avremo avuto risposta procederemo al distacco dell’utenza, dopo avere informato i carabinieri”.

L’assessore Santo D’Alcamo

D’Alcamo ha invitato i condomìni morosi ad un incontro per valutare le modalità di rientro. Una trentina (su più di cento) hanno risposto al suo appello, e con essi è stata stabilita la rateizzazione per il pregresso. In molti hanno già versato il 20% del dovuto. Per chi non si è presentato il rischio di distacco dell’utenza è serio.

L’assessore spiega come sia possibile procedere al distacco dell’utenza nel rispetto della normativa in materia, senza incorrere nel reato di interruzione della fornitura di un servizio essenziale, come l’acqua potabile. Il regolamento approvato in consiglio comunale, che tra l’altro prevede la carta dei servizi del cittadino, i criteri di ridefinizione della tariffa, vincoli e procedure da ottemperare nei confronti dei soggetti disagiati, consentirebbe all’amministrazione di “tagliare l’acqua” ai morosi incalliti.

Per D’Alcamo il mancato pagamento nel corso di questi anni non sarebbe riconducibile alla presunta collusione di dipendenti pubblici, come denunciato dal consigliere Gullo, quanto ad un servizio, quello dell’acquedotto comunale, male organizzato per la carenza di personale, ma anche a delle disfunzioni più volte riscontrate nel servizio di invio di bollette e solleciti affidato alle poste. Tanto che le notifiche di sollecito di questi mesi sono state consegnate direttamente dai messi comunali.

Ma la vera rivoluzione nella gestione del servizio, che mira ad un suo efficientamento, si vedrà a breve. L’amministrazione ha infatti incaricato una società di software di creare un sistema di lettura in tempo reale dei consumi. Sarà possibile in pratica il controllo semestrale dei consumi e dei versamenti, così da inviare il primo sollecito immediatamente al primo ritardo nei pagamenti. Tempi duri per i furbetti dell’acqua.

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