Monreale. Avviata la sanatoria, la casa abusiva non può essere demolita

A deciderlo è stata la Cassazione sul caso di una villetta abusiva costruita a San Martino delle Scale

A deciderlo è stata la Cassazione sul caso di una villetta abusiva costruita a San Martino delle Scale

Monreale, 9 luglio 2017 – La casa abusiva, con sentenza di condanna penale per abusivismo edilizio, non può essere abbattuta se il proprietario dell’immobile ha presentato una domanda di sanatoria senza accertare a che punto sia l’iter amministrativo. A stabilirlo è stata la Cassazione che ha accolto un ricorso del legale Salvino Pantuso che aveva preso le difese della proprietaria di una immobile costruito a San Martino delle Scale, a Monreale.

Dopo circa 10 anni dalla sentenza di condanna per abusivismo la signora aveva avviato l’iter per sanare l’immobile. Poi però arrivò l’ordinanza di demolizione.

La Corte d’appello rigettò il ricorso del legale che però decise di ricorrere in Cassazione spiegando che la richiesta di bloccare le ruspe era stata bocciata perché l’immobile non era stato ancora regolarizzato. Senza, però, approfondire “le eventuali ragioni sottese alla inerzia della pubblica amministrazione”.

Nello stesso tempo la proprietaria della villetta presentava la richiesta di condono edilizio versando nelle casse comunali oneri concessori.

La Cassazione scrive ora nella sentenza che il giudice dell’esecuzione, “in presenza di un’istanza di condono o sanatoria successiva alla sentenza di condanna” deve accertare i possibili esiti e valutare i tempi della procedura amministrativa. Insomma, bisogna accertare perché l’iter amministrativo non si è concluso. Solo dopo si potrà dare esecuzione all’abbattimento e “in tempi brevi perché la tutela del territorio non può essere rinviata indefinitamente”.

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