Corleone, la figlia di Totò Riina si dichiara nullatenente e chiede il bonus bebè. Ma il comune glielo nega

Il cognome Riina continua a risuonare quindi a Corleone, non l’abbandona

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Corleone, 19 giugno 2017 – La famiglia Riina sarebbe nullatenente e chiede aiuto allo Stato come non era mai accaduto fino ad ora. Il cognome Riina continua a risuonare quindi a Corleone, non l’abbandona. Dopo la richiesta di “alleggerimento” del carcere duro inflitto alla “belva” Totò – il caso ha sollevato l’indignazione nazionalpopolare – arriva adesso un altro colpo per l’immagine di Corleone. Ultima novità vede Lucia, la figlia più piccola del capo di Cosa nostra, chiedere il bonus bebè dal Comune di Corleone sollecitando direttamente il pagamento dell’assegno, perché – così sostiene – ne ha diritto. Il marito, Vincenzo Bellomo, ha ribadito l’istanza. Ma dal Comune è arrivato un secco «no», firmato dai commissari Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola che reggono l’amministrazione cittadina dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiosa.

In realtà l’istanza inviata da Lucia Riina non è giunta completa al comune di Corleone. Anche l’Inps comunque avrebbe reso noto che Lucia Riina non ha diritto all’assegno mensile previsto per i genitori con un reddito minimo. Nessuno crede che la famiglia del capo di Cosa nostra sia nullatenente.

Nelle ultime intercettazioni in carcere Totò Riina si vanta: «Perché se recupero pure un terzo di quello che ho sono sempre ricco», questo diceva al compagno dell’ora d’aria, il boss della Sacra Corona Unita Alberto Lo Russo. Parole di tre anni fa. «Io ho delle proprietà, queste proprietà metà sono divise ogni mese, ogni mese ci vanno… perché? Perché sanno che è mio nipote… sanno che è mio nipote… queste proprietà sono mie e di mio nipote, metà mia e metà di mio nipote». Ma è rimasto il giallo sulle proprietà. E sul nipote.

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