Monreale, premio di risultato al segretario generale. La Corte dei Conti respinge la richiesta di parere: “E’ inammissibile”

Sul premio di 10.000 € era stata sollevata una questione di legittimità dal gruppo CambiAmo Monreale che ne chiedeva la restituzione

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Monreale, 15 maggio 2017 – “La richiesta di parere è inammissibile”. E’ quanto dichiara la Corte dei Conti chiamata a fine gennaio a rispondere ad una richiesta presentata dal sindaco Piero Capizzi per sgombrare i dubbi sulla legittimità di un suo atto.

Il parere richiesto avrebbe dovuto dirimere la questione sollevata in consiglio comunale dai consiglieri Giuseppe Guzzo e Antonella Giuliano di “CambiAmo Monreale” relativa alla legittimità del premio di produzione assegnato dal sindaco Capizzi alla segretaria generale del Comune, la dottoressa Domenica Ficano, per il 2016. Un premio di circa 10.000 € per avere centrato il 100% degli obiettivi posti. Il 25 gennaio 2017 era stata presentata dai consiglieri Giuliano e Guzzo una mozione, appoggiata da tutta l’opposizione presente in aula, che impegnava il sindaco Capizzi a ritirare la determina sindacale n. 30 del 2016 che assegnava il premio.

“La decisione di presentare la mozione non è dettata da motivi di opportunità – aveva sostenuto Guzzo nel suo discorso in aula – ma si basa sul fatto che la determina è illegittima perché in contrasto con la prescrizione del Decreto legislativo 150/2009”.

Un provvedimento ritenuto illegittimo e quindi a danno delle casse comunali, per cui si chiedeva la restituzione “di quanto indebitamente erogato al Segretario Generale”.

I consiglieri di “CambiAmo Monreale” avevano anche presentato un esposto all’Ispettorato della Funzione Pubblica presso l’ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ispettorato che aveva delegato ai Revisori dei Conti una verifica dei profili di illiceità della determina sindacale.

Il Sindaco Capizzi, come spiegato durante la seduta, aveva richiesto il 19 gennaio 2017 alla Corte dei Conti, Sezione Controllo Regionale, parere sulla legittimità della procedura relativa all’attribuzione del premio: “Nel rispetto dei ruoli ho fatto questa richiesta. Abbiamo investito un organo superiore, per accertare se si tratta di danno erariale o meno. Se la Corte mi dirà che il premio è illegittimo la somma verrà restituita, diversamente si va avanti”.

La risposta della Corte dei Conti è arrivata, e rimanda al mittente la richiesta, dichiarandola inammissibile: “La richiesta di parere – si legge nella nota – non rientra nella materia della contabilità pubblica e infine viene richiesta una valutazione ex post sulla legittimità di un atto già adottato. Secondo la Corte dei Conti la funzione consultiva non può essere utilizzata dagli enti locali per richiedere valutazioni sull’attività concretamente posta in essere da ogni singola amministrazione nell’esercizio delle proprie prerogative e dell’autonomia riconosciuta dall’ordinamento.

Il carattere della generalità e dell’astrattezza deve sempre contraddistinguere la richiesta di parere sottoposta alla Corte e non può ritenersi ammissibile la votazione di fattispecie concrete che finirebbero per tradursi in un’intrusione dei processi decisionali dell’ente”.

Viene quindi a mancare al primo cittadino il conforto della Corte dei Conti sulla decisione assunta, e sulla quale potrebbe configurarsi l’ipotesi di danno erariale.

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